TGR Campania RAI? Perchè non cambia nome in TGN?

tgr_ok.jpgFra le varie cose che non faccio da tempo immemore, per scelta ben precisa, ponderata e valutata nel tempo, c’è quella di non vedere mai il TG Regionale RAI della Campania; per intenderci, quella sorta di TG che va in onda su Rai Tre, poco dopo le 19.30, quando il segnale di Rai Tre, da Nazionale diventa Regionale.
Come dice stesso l’acronimo TGR (dove R sta per Regionale), le notizie che vanno in onda puntualmente ogni sera, dovrebbero trattare di argomenti di cronaca, politica, eventi di una regione fra le più popolose ed estese d’Italia… già, dovrebbero ma …. anche qui il “napolicentrismo” la fa da padrone e monopolizza l’informazione regionale, contribuendo ancora una volta a rafforzare quell’equazione che ormai è inculcata nella mente di qualsiasi italiano: Campania=Napoli.
La premessa è obbligatoria nel momento in cui tratto questo argomento, poichè… premesso che Napoli è il Capoluogo, con una densità di abitanti seconda a poche altre città italiane, premesso che da sola, la parola “Napoli” fa già notizia di per sè, premesso che Napoli ha un storia, premesso tutto quello che si vuole premettere, mi chiedo, ma dove sta scritto che se io guardo questo TGR, l’unica volta che sento pronunciare Salerno (e neanche sempre) è soltanto quando la signorina mi racconta delle previsioni del tempo Regionali? …e chi è di Salerno e sta leggendo questo post, sa benissimo che non esagero affatto!
Addirittura, il Tg Regionale Campano, da sempre a fine tg offre una vastissima ed ampia pagina dedicata allo sport regionale (traduzione: al NAPOLI), servizi puntuali, precisissimi e minuziosissimi (l’altra sera ci deliziarono con lo Slow Motion dei goal di Fabio Quagliarella nella partitella di allenamento!) fatto salvo, a conclusione dei servizi che parlano del Napoli, salutare i gentili telespettatori e rinnovare l’appuntamento per il giorno successivo. E mi chiedo ancora: ma una squadra in serie B (l’anno scorso in due con l’Avellino) ed tante in serie C (fra cui il Benevento), possibile mai che non meritino spazio e, di conseguenza, possibile mai che i telespettatori di una regione intera debbano subire minuti e minuti di notizie che si muovono in un’unica direzione? Giusto per la cronaca, quanti di voi ricordano il TGR Sport quando il Napoli, suo malgrado era in B mentre la Salernitana era in A e puntualmente l’apertura era dedicata alla partita cadetta dei partenopei?
Non esagero, non è campanilismo o altro; chiunque può verificare con i propri occhi quanto dico. Basta guardare ed ascoltare il sommario di ogni edizione del TGR qui per rendersi conto di quanto sia vero e non tendenzioso quanto affermato in questo post.
A questo punto, una proposta alla redazione del tg vorrei farla io, visto che faccio parte di quei co… ehm cittadini che pagano il canone Rai: perchè il TGR non cambia nome in TGN? Il vantaggio sarebbe conoscere a priori le notizie che vedremo ed ascolteremo, facendo diventare una scelta totalmente nostra ed indipendente quella di sintonizzarci o meno sulle frequenze nazionali di Mamma Rai per ascoltarle.
Meno male che ci sono io che qualche volta, qualche notiziola ve la do 🙂

Salerno Smiling Peole
Foto: amater.it (edited)

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TGR Campania RAI? Perchè non cambia nome in TGN?ultima modifica: 2009-08-03T08:30:00+02:00da admin
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15 pensieri su “TGR Campania RAI? Perchè non cambia nome in TGN?

  1. Grazie Giacomo. Grazie per il commento e grazie per la condivisione di concetto alla base di questo post. Credo, con tutta l’umiltà di questo mondo che Salerno meriti spazio, un ampio spazio sul TGR proprio per le tantissime iniziative che nella nostra città sono davvero all’ordine del giorno.
    Massimo

  2. Pochi giorni fa mi sono meravigliata proprio nel vedere al TGR un servizio sulle luminarie di Salerno. Cioè come dire: parlano di noi quando proprio non possono farne a meno. Io non lo guardo con piacere. Preferisco il Tg nazionale. E scherzi a parte sto apprendendo moltissime cose della mia città natale da questo blog. Grazie di esistere! :o)

  3. il nome TGR significa un acronimo di Testata Giornalistica Regionale. precedentemente infatti si chiamava rairegione. a differenza del tg3, nella sigla
    grafica di apertura viene specificata la “regione” di competenza. nel 2000 la grafica e musica, anche se sono più lunghi, anche nel 2001, vennero prese dal
    tg3. dal 2000 al 2001, appare un mappamondo che gira su se stesso, fino in
    fondo a diventare l’iride di un occhio umano. poi torna a nuotare, e l’iride viene
    zoomata evidenziando la relativa regione. il logo telegiornale 3 si abbreviò in
    solo t3. nel 2001, subito dopo la scritta tg3, compare la relativa regione. su rai
    radio 1 viene trasmesso GR (teleGiornale Radiofonico Regionale).

  4. come il tg3, TGR ha rubriche:
    GR, in onda su rai radio uno come telegiornale regionale radiofonico.
    buongiorno regione,stessa grafica della sigla con fondi luminosi arancioni.
    TGR montagne, trasmissione condotta da pupo e parla di cime montane.
    TGR il settimanale, trasmissione regionale con la partecipazione di tg regione.
    ambiente italia, programma radiofonico GR in onda su radio 1 ogni sabato.
    *dal 2007, però, va in onda su TGR in televisione.

  5. Caro Giannandrea, innanzitutto grazie per il commento ma soprattutto grazie per il contributo che, almeno personalmente ho apprezzato tantissimo. Quando ho scritto questo post, dal titolo chiaramente provocatorio (la N di TGN rappresenterebbe Napoli e non Nazionale) intendevo porre all’attenzione di tanti salernitani, ma anche di tanti Campani che l’edizione del TGR è palesemente un’edizione che si occupa di Napoli e STOP, trattando poco o niente notizie ed argomenti relativi alle altre 4 province campane. Spero non ti sia fermato soltanto al titolo (anche se mi rendo conto che possa dare la primo impatto l’impressione di sembrare tanto una domanda cliassica da Yoahoo Answer) ma che tu sia andanto oltre addentrandoti nel post. Forse ho annoiato prima di arrivare al nocciolo della questione, forse al nocciolo della questione, per mia incapacità, non ci sono arrivato proprio ma, nonostante adesso i lettori di questo blog ed io, per merito tuo, sappiamo qualcosa in più sulla storia del TGR, resta e resterà per sempre un mistero il PERCHE’ questo TG REGIONALE si occopa di Napoli e soltanto di Napoli (Audience forse??). Adesso so per certo che nel 2001, dopo la scritta Tg3 compare la mia regione (la regione Campania), ma ancora non so perchè non si parla mai di Salerno, Avellino, Caserta, Benevento, ma devo ascoltare prima 15 minuti di notiziario napoletano per poi sperare di sentir pronunciare il nome della mia città. Non si tratta di campanilismo, ma mi chiedo che informazione sia questa!?
    Ovviamente senza polemica alcuna ma il tutto sempre volto alla ricerca del confronto e dello scambio di opinioni.
    Ti ringrazio nuovamente e sei sempre il benvenuto qualora ritenessi di dover intervenire nuovamente.
    Grazie
    *Massimo

  6. TGR serata è il telegiornale del mattino di carnevale, perchè secondo la lingua
    carnevalesca ci sono telegiornali che vanno in onda a carnevale. secondo la sigla degli anni 80, la musica è vera e la testata acquisiva il nome di rairegione.
    infatti, la musica che accompagnava la sigla di rairegione era l’incipt dervish d
    di vangelis. tg3 ha dato questa sigla al TGR perchè, in regione, il direttore mario
    orfeo, voleva che il tg3 non acquisisse mai questa sigla. infatti, diceva alessandra atti di sarro, giornalista del GR sicilia (per la radio) e di TGR lazio
    (per la televisione) che dervish d era una canzone (anzi canzonaccia!) schifosa,
    brutta e orrenda, e diceva anche che era un obrobrio musicale. ma il vicedirettore giubilo la acquisì al tg3, non voleva dare retta a atti di sarro.

  7. E’ il destino di ogni regione con una grande metropoli dentro (non solo in senso geografico, ma culturale e storico, enorme!). Ciò non accade solo per la Campania… ma anche per la Regione di Barcellona, per quella di Parigi, Madrid, ecc ecc… dopotutto è il prezzo da pagare! Come dice anche Erri De Luca “Una capitale europea la riconosci dal vuoto che lascia intorno a sè, una capitale europea cancella una regione, si sovrappone ad essa”!

  8. Caro Luca,
    Grazie per il tuo prezioso contributo. Era ed è lontano da me il sentimento di campanilismo che magari potrebbe emergere dalle parole del post. Il patrimonio storico e culturale di una città importante e conosciuta in tutto il mondo come Napoli è indiscutibile e non solo, a mio avviso anche vanto per questa regione. La leggerezza secondo me è nel focalizzarsi solo ed esclusivamente su Napoli, quando poi il resto della Regione è formato da un corposo restante 50% di campani a cui piacerebbe essere informati anche su quanto accade nella propria città.
    Complimenti e ti ringrazio per la citazione di Erri De Luca che onestamente non conoscevo e che ben si sposa con le tematiche del post.
    *Massimo

  9. Ciao Massimo, io non prendo nessuna posizione specifica in realtà… ma piuttosto analizzo il problema su più fronti. Sono d’accordo anche io che gli altri centri abbiano bisogno di maggior visibilità, ma, come dicevo, è molto difficile che ciò possa accadere per quanto ho detto sopra… ci si può impegnare, ma è dura, molto dura… io penso che il napolicentrismo sia inevitabile appunto, esattamente come un parigicentrismo… sono città enormi per storia, cultura, arte, architettura, capaci appunto di cancellare l’immagine stessa che si ha di una regione… Napoli poi, non lo dimentichiamo, ma addirittura è uno stereotipo d’Italia, altro che di una regione… sole, mare, pizza, mandolino, musica italiana, panorama, vesuvio, sono tutti simboli italiani all’estero (e tutte queste parole rimandano a Napoli, neanche alla propria capitale- Roma: quest’ultima, ormai una semplice capitale simbolo? Come lo è Ankara o Washington? La vera Roma imperiale, egocentrica, ha perso colpi nel corso della storia, e lo si vede, sarebbe assurdo non ammetterlo… mentre Napoli è rimasta se stessa in quanto a capitalità, egocentrismo – eccetto i ministeri – come disse Elsa Morante: “la sola vera metropoli italiana”, una scrittice romana oltretutto)… questo per dire che non bisogna stupirsi più di tanto, ma a ribellarsi ci si può provare…

    E ancora, anche se ci saranno giuste e nuove attenzioni verso i centri specifici, in definitiva, quanto potrà durare? Un cinquantennio? Un centinaio d’anni? Perchè? Perchè poi, non bisogna dimentare, che anche dal punto di vista urbano la regione tende a metropolizzarsi con Napoli: e allora quando si parlerà di napolicentrismo, è come se si parlasse male di se stessi… non so se mi spiego! A quel punto, tutta la Campania, ma è davvero Campania ora? O soltanto periferie allargate di Napoli? E’ complicata la questione, purtroppo le grandi metropoli o si accettano o si odiano

  10. sono la mamma di Elio Verde campione italiano quest’anno nella sua categoria , medaglia di bronzo ai campionati di judo di Vienna tantissime altre medaglie ecc. probabile candidato alle olimpiadi,oltre ad una schiera di altri campioni ,Francesco Faraldo,Antonio Ciano, Giovanni Di Cristo ecc., tutti ragazzi che vivono nell’indifferenza sia delle istituzioni che principalmente dai media locali, dove se non muori ammazzato, non avrai mai considerazione, è mai possibile che la tv trasmetti solo spazzatura e non i sacrifici di questi ragazzi? ma dove siete? ESSERE A CASERTA è SOLO FARE PARTE DELLA CAMORRA? non è cosi, esistono delle altre belle raltà,che purtroppo sono nascoste dalla vostra indifferenza,grazie per lo sfogo.

  11. Caro Luca,
    Innanzitutto fatti ringraziare sinceramente. Curo questo blog da parecchio tempo ormai, con cura e passione, spesso con poca competenza ma sempre con la voglia di creare uno scambio di idee e son felice di aver scritto questo post che sta contribuendo, anche a chi ci finisce per caso, di leggere una discussione ampia e variegata, grazie a commenti come i tuoi e di chi ti ha preceduto.
    Tornando in topic, sono sempre stato del parere che rivendicare un’idendità, che sia un’identità storica, culturale, di tradizioni o un’identità giovane, nuova è un diritto imprescindibile di ogni cittadino (discorso che lo si può addirittura “ridurre” in ambito familiare). Come già scritto nella risposta precedente io sottoscrivo in pieno tutto quello che hai riportato con competenza nel primo e in questo ultimo commento e per certi versi la penso esattamente come te. Forse quello che non sono riuscito a spiegare bene è che il contesto in cui avviene il mio sfogo è un contesto di comunicazione mirata, un contesto di comunicazione regionale per l’appunto, dove il segnale dell’informazione regionale lascia spazio e tempi a quello del segnale del servizio pubblico regionale e dove io, come la madre di Elio Verde (hai letto il commento?) ci aspettiamo di ascoltare e vedere notizie ed immagini di iniziative ed eccellenze ANCHE del “resto” della Campania. Non a caso la gentile signora Arbitrio conclude il suo commento con “Grazie per lo sfogo”, perchè alla fine, come per me, solo di quello si tratta e credo sia lontano da entrambi rinnegare (e non essere fieri) di una Napoli che, lo ripeto, è un vanto per questa regione. Ecco, credo che se ricunduciamo il discorso prettamente ad un discorso di comunicazione ed informazione, potrebbero uscirne fuori considerazioni costruttive e rafforzare il nostro senso di appartenenza a questa regione, così (e concludo) che possa sapersi che in questo fine settimana a Salerno c’è un importantissimo evento storico culturale come la “fiera del crocifisso ritrovato” e che a Caserta c’è un ragazzo come Elio Verde che (in bocca al lupo!) potremo ritrovarci alle prossime olimpiadi a rappresentare la nostra nazione e la nostra regione.
    Luca, Grazie 🙂
    *Massimo

  12. Gentilissima signora Arbitrio
    Ho piacere di averle dato la possibilità di esprimere il suo punto di vista sulle pagine di questo blog.
    Inizio dal fare i complimenti ad Elio ed il gruppo di ragazzi di Caserta che, dalle sue parole, ce la stanno mettendo tutta e sappiamo in tanti quanto sia difficile emergere in contesti dove il pregiudizio è più forte di qualsiasi eccellenza. Mi auguro prima da sportivo e poi da residente di questa regione che Elio possa avere tutte le attenzioni che merita per i suoi successi sportivi che sono stati e che arriveranno e mi auguro che non ci si ricordi di lui soltanto quando un giorno all’improvviso lo vedremo in TV con la divisa Italiana (Davvero un grossissimo in bocca al lupo a lui come gli altri ragazzi che ha citato).
    L’augurio sincero è che nel piccolo di questo blog, qualcuno possa accorgersi della fatica e dell’impegno di questi ragazzi e dedicargli tutti gli spazi che meritano, anche se (credo che lei sarà d’accordo) la problematica è più ampia e non soltanto riconducibile a chi ha il compito di informarci. Credo che la questione abbracci anche la problematica che vede gli sport “minori” sempre ai margini di quello che è l’interesse verso il calcio e …. senza falsi moralismi, purtroppo è anche e soprattutto colpa “nostra”.
    Le rinnovo i ringraziamenti e soprattutto gli “in bocca al lupo” per Elio, Francesco, Antonio e Giovanni sperando che i migliori successi possano ripagarli come meritano.
    Grazie
    *Massimo

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