Il mostro del golfo di Salerno

cres.jpgNon è mio il titolo di questo post. Salerno finisce nuovamente alla ribalta della cronaca nazionale a causa del costruendo Crescent nella Zona di via Alvarez. Infatti, l’Espresso, settimanale di approfondimento del gruppo Repubblica, ha dedicato uno speciale al Crescent che è per l’appunto in costruzione da ormai più di due mesi.
Riporto per l’intero l’articolo a cura di Riccardo Bocca. Parliamone.

Il mostro del golfo di Salerno (di Riccardo Bocca)
Un edificio lungo 215 metri stravolgerà il lungomare della città. Contestato dalle associazioni. Ma adorato dal sindaco De Luca

L’entusiasmo di Vincenzo De Luca, sindaco diessino di Salerno, non conosce limiti: “È un’opera che vale la mia vita “, dice. “È un progetto di valore mondiale”, insiste. Anzi: “Dev’essere la nostra piazza Plebiscito, il nostro Colosseo…”. E non importa se con la solita flemma Vittorio Sgarbi dice che il progetto in questione è “una delle dieci cose più brutte al mondo”, o se il presidente della Provincia Edmondo Cirielli (Pdl) la definisce “un’opera obbrobriosa, un palazzone di cemento che deturpa la prospettiva della città”.

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VIDEO Un comitato contro il mega progetto Crescent

Dettagli. Il sindaco è innamorato dell’idea che una delle aree più pregiate di Salerno, quella che dal porto turistico corre sul lungomare verso la spiaggia di Santa Teresa, diventi una piazza da “circa 27 mila metri quadri”. E ancora di più lo affascina il Crescent (dall’inglese “Luna crescente”): un gigantesco edificio alto 33,25 metri sul livello del mare e lungo 215 (incluse due torri previste alle estremità) che abbraccerà a semicerchio il piazzale e verrà interamente destinato ai privati: il che significa appartamenti, negozi e centinaia di parcheggi. Una prospettiva disegnata dall’architetto catalano Ricardo Bofill, classe 1939, esponente di quella corrente postmoderna che abbina il classico alla contemporaneità. “Il risultato, a Salerno, sarà un mastodontico edificio che separerà il centro storico dal golfo”, dice Alberto Cuomo, docente di Architettura all’Università di Napoli: “Un’operazione gestita senza il confronto con la popolazione e distante dallo spirito originale del piano regolatore”. Accuse che il sindaco rimanda al mittente, tacciando di provincialismo chi non s’infiamma per la grandeur. Ma la vicenda non finisce qui. Perché non è il solito bisticcio tra architetti: è una storia in cui l’amministrazione comunale spende oltre 10 milioni di euro per acquistare il terreno dal demanio pubblico, e chi è preposto al controllo paesaggistico (la Soprintendenza di Salerno e Avellino) viene tacciato di inefficienza e conflitto d’interessi. “Problemi che vengono da lontano”, dice il comitato bipartisan No Crescent, 4 mila sostenitori tra professionisti, intellettuali e semplici cittadini: “Nel 1992, il consiglio comunale ha commissionato il nuovo piano regolatore a un altro spagnolo, l’architetto Oriol Bohigas. Il quale nel documento programmatico è chiaro: “L’area di Santa Teresa deve aprire decisamente la Salerno vecchia al mare”. Inoltre, prosegue il comitato, “gli interventi sul lungomare sono sottoposti al vincolo costiero: le trasformazioni edilizie, cioè, devono ottenere l’autorizzazione del Comune e della Soprintendenza. Ma questo iter, per il Crescent, si è trasformato in un guazzabuglio”.

Prima tappa il 18 febbraio 2008, quando la giunta De Luca approva il progetto della piazza e lo stesso giorno invia gli atti alla Soprintendenza competente di Salerno e Avellino. La quale ha due mesi per promuovere o bocciare il piano, ma non può scegliere perché dalle carte manca la spiegazione di come si è arrivati “alla tipologia architettonica prescelta”. E poi non ci sono gli obbligatori “rendering fotografici”, i modelli realistici per mostrare il rapporto tra progetto e ambiente. È solo l’inizio. Il 28 aprile 2008, il Comune invia alla Soprintendenza la relazione ma non i dovuti rendering. “Dopodiché la Soprintendenza dovrebbe stabilire se assecondare il progetto oppure stopparlo”, dice il consigliere d’opposizione Roberto Celano. “Invece il 23 giugno 2008 informa il Comune che inoltrerà il progetto a un organo consultivo del ministero dei Beni Culturali, il Comitato tecnico scientifico”, garantendo il via libera per la piazza del Crescent: “Ricordiamo, infatti, che la Soprintendenza ha 60 giorni per esprimersi, mentre il Comitato impiega mesi per comunicare un suo parere. Anzi: nel caso del Crescent, il parere non è mai arrivato”. Autorizzato dal silenzio-assenso, il comune di Salerno approva dunque il 10 dicembre 2008 il progetto definitivo dell’architetto Bofill. Ma deve ancora passare per la Soprintendenza, da cui dipende l’approvazione finale. E qui rispunta il solito problema: dalle carte mancano il rendering, le “simulazioni fotografiche dell’intervento realizzate a livello mare”, che il Comune di Salerno sostituisce con sette immagini di un plastico. “Una carenza che dovrebbe allarmare la Soprintendenza”, dice l’architetto Renato Giordano dei No Crescent: “Invece il soprintendente scrive il 2 marzo 2009 che gli uffici hanno ricevuto “le integrazioni richieste”, quindi non c’è ragione di bocciare il progetto”. Insomma: il Crescent è approvato

Salerno Smiling People
Foto: espresso.it

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Il mostro del golfo di Salernoultima modifica: 2010-01-11T08:30:00+01:00da admin
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4 pensieri su “Il mostro del golfo di Salerno

  1. Caro Mys7 … onestamente non lo so, cambio idea davvero quotidianamente. Mi faccio forse condizionare dal fatto che tali opere, pur stravolgendo il volto del fronte mare, potrebbero essere utili per l’economia di Salerno, ma poi faccio un passo indietro e mi chiedo se tali opere, una volta realizzate, non dovessero avere questo “successo” (puo’ capitare), Salerno si ritroverebbe con una colata di cemento a violentare uno dei tratti costieri più belli d’Italia.
    Davvero ho enormi difficoltà. Se poi mi si chiede soltanto un “semplice” giudizio estetico, beh …. tutto molto ORRENDO, soprattutto la vela (anche se il Crescent potrebbe essere ancora molto più brutto)….
    *Massimo

  2. in barba all’eco-architettura…
    Ma dico, in un mondo cosparso di cemento perchè volerne aggiungere altro?
    Se i soldi pubblici devono essere spesi, che venissero almeno utilizzati in progetti di avanguardia, intendo ad opere come quelle di Norman Foster con la sua MASDAR CITY negli Emirati Arabi.
    Anche solo avvicinarsi ad un progetto del genere, sarebbe una cosa buona, anzicchè buttare capitale e capitale in lavori dove chi ci guadagna sono solo i proprietari dei cementifici e altri pochi affiliati.

  3. Neanche pochi giorni fa facevo una considerazione neanche tanto sciocca. Questo intervento, come descritto nel post, a conclusione sarà capace di ridare la spiaggia in quel tratto di mare che spiaggia non ne ha mai avuta, ma quanto tempo ci vorrà? E’ inoltre di pochi giorni fa la notizia che sono stati approvati anche i lavori per i porti turistici a Pastena e nella zona antistante lo stadio Arechi (con quest’ultima che cambierà radicalmente volto). Mi chiedevo: ma nel frattempo, dove sarà possibile “fare il bagno” a Salerno? Mi spiego meglio. Già la situazione del mare Salernitano è quella che è, basta andare un po’ indietro con i post per rendersene conto. Se tutto il fronte mare, zona orientale compresa, sarà soggetta a grossi cantieri, quale sarà lo stato di balneazione del litorale cittadino? Ed una volta terminati i lavori, quali saranno le conseguenze relative alla balneazione del mare di Salerno, che pagherà senza dubbio dazio all’inquinamento diportistico?
    *Massimo

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