“Piazza San Francesco è diventata per tutti Piazza Varsavia” di Maria Serritiello

piazza san francesco salerno,piazza varsavia salerno,mercato via piave salerno,parco del mercatello salerno,maria serritiello salerno(Dedicato a Tania)… Chissà perché piace tanto, Piazza San Francesco, alle donne dell’est, non è spaziosa come Piazza della Concordia, non è verde quanto la Villa Comunale, non è panoramica come il Lungomare, non è centrale come Piazza Portanova e non è nuova come il Parco Mercatello. Eppure sono tutte là a popolare il piccolo quadrato verde del noto rione di Via Carmine. Prima di essere espugnato dalle “Natashe”, lepiazza san francesco salerno,piazza varsavia salerno,mercato via piave salerno,parco del mercatello salerno,maria serritiello salernoLude”, le “Tanie” le “Alessie” e le “Lilie”, Piazza San Francesco, al mattino, era l’assoluto terreno degli studenti del liceo “Tasso” e nel pomeriggio il comodo parcheggio dei pensionati. Ora si sa, gli anziani ci vanno lo stesso, ma lo svago è un po’ cambiato e si manifesta senz’altro più attraente della solita partita a carte.
Non si conosce chi per prima abbia iniziato a sostarci, fatto sta, che la piazza dedicata al poverello di Assisi è divenuta il punto d’incontro delle tante donne venute da lontano, per stare vicine ai nostri vecchi, che qui, più che altrove, socializzano facilmente con le loro conterranee e in questo piazza san francesco salerno,piazza varsavia salerno,mercato via piave salerno,parco del mercatello salerno,maria serritiello salernoluogo trovano più prontamente il lavoro da rimpiazzare, una volta perso.
Perché in questo posto e non altrove la ragione è forse da ricercare nella vicinanza della piazzetta con il mercato di via Piave, detto una volta “Shanghai” per via della sua confusione, tanto simile ai mercati sovraffollati dell’oriente. E’ consueto, allora, vederle sostare tra le bancarelle con a disposizione le poche parole assimilate, scartare, scegliere e contrattare ilpiazza san francesco salerno,piazza varsavia salerno,mercato via piave salerno,parco del mercatello salerno,maria serritiello salerno prezzo. Siano esse ucraine, bulgare, polacche o russe sono quasi tutte uguali, alte, massicce, pelle chiara, ma proprio chiara come il latte, con biondi capelli, un colore che ricorda la paglia e occhi azzurri ma lo sguardo che rimandano è più simile al colore del ghiaccio. Per noi, ormai, i loro singoli nomi non contano più, ne hanno uno che corre sulla bocca di tutti “La badante”, un modo sbrigativo e disinvolto per distinguerle, per non darle altra connotazione che non sia di richiamo al servizio che svolgono. Sono tante, chi le conta più, risucchiate e nascoste come sono dalla città, un vero esercito che invece si riversa per le strade, nelle apparizioni di mattina al mercato, tutti i giovedì pomeriggio e l’intera giornata della domenica. Una risorsa umana, una forza risolutiva presente sul mercato del lavoro, di cui la società del benessere non sa fare più a meno, giunta a noi, appena sono state piazza san francesco salerno,piazza varsavia salerno,mercato via piave salerno,parco del mercatello salerno,maria serritiello salernoabbattute quelle barriere che facevano da recinto ai paesi oltre cortina. Non più gli uomini a valicare le colonne d’Ercole in cerca di lavoro ma loro, le solide donne dell’est che disinvoltamente hanno variato le regole dell’emigrazione.
Quando gli emigranti erano i nostri uomini, di storie tristi sulla loro lontananza che durava sempre troppo, sulla difficile integrazione con gentepiazza san francesco salerno,piazza varsavia salerno,mercato via piave salerno,parco del mercatello salerno,maria serritiello salerno che aveva altra lingua, altre abitudini, altre tradizioni e sull’affettività che aveva lasciato qua mogli, figli, madri, insomma tutto un mondo d’amore, se ne raccontavano in abbondanza, ora le stesse storie sono le vicende di queste donne, nelle quali, se si è attenti, si scopre la stessa struggente malinconia per la propria terra che già ci è appartenuta. Il periodo di adattamento è quello peggiore, poi, per le badanti le cose vanno meglio e appena arrivano i primi sodi da spedire alle famiglie lontane c’è una qualche traccia di felicità sui loro volti, anche se per il lavoro che svolgono c’è poco da stare allegre.
piazza san francesco salerno,piazza varsavia salerno,mercato via piave salerno,parco del mercatello salerno,maria serritiello salernoUn’invenzione di quest’epoca frenetica e produttiva, il lavoro delle badanti, nata per assistere i vecchi, non tutti ammalati, ma abbastanza longevi per non essere più autonomi. In una sua poesia, Raul Foleraux scrive che i poveri non sono più quelli che si vedono agli angoli delle strade chiedere l’elemosina ma sono quelli che tossiscono vecchi e soli nelle case abbandonate e dove il calore familiare non è più manifesto. Un tempo, invece, intorno al letto dell’ammalato anziano si raccoglieva l’intera famiglia,piazza san francesco salerno,piazza varsavia salerno,mercato via piave salerno,parco del mercatello salerno,maria serritiello salerno i consanguinei non propriamente stretti, il vasto vicinato e gli amici tutti; il letto stesso diventava il fulcro intorno al quale ruotavano e continuavano le attività, sì che l’anziano non si sentiva ormai escluso dalla vita produttiva e continuava ad avere il ruolo di guida. Le persone di una certa età, appena mezzo secolo fa, non vivevano da soli, non avevano conversazioni incomprensibili con lingue dai suoni duri, né mangiavano cibi cotti, lontani dalla propria tradizione alimentare; gli anziani di un tempo, avevano le case affollate e intorno alla loro malattia si viveva tutti uniti. Le badanti questo lo sanno perché quotidianamente vivono, in case svuotate, la solitudine propria e quella dei vecchi assistiti. Ecco perché Piazza San Francesco, per le insostituibili donne dell’est, è il vecchio vicinato di un tempo, quel nucleo che veniva in soccorso, scambiava le esperienze, acquisiva le conoscenze, le rimandava in ognuno e sosteneva tutti. Solo là esse trovano sicurezza, Piazza San Francesco, come il piccolo cerchio che si chiude protettivo loro intorno, una piccola “Piazza Rossa” che pullula, si anima e ne vede delle belle!
Maria Serritiello (Dedicato a Tania)

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“La notte allungata di Largo Campo” di Maria Serritiello

largo campo salerno,la movida a salerno,vita notturna a salerno,alda merini,i poeti lavornao di notte,largo sedile del campo,palazzo genovese salerno,tommaso guardati,masuccio salernitanoA ‘Largo Campo‘, durante il fine settimana e più che in ogni altro luogo della città, la notte resiste a lungo, complici i giovani e prima di essi la rinnovata vita del centro storico cittadino. Il movimento o più precisamente “La Movida”, il termine spagnoleggiante che ha reso esotico l’affollamento di questa parte della città, comincia a manifestarsi già dalla sera del giovedì. Un andirivieni convulso, simile allo svolazzo di api ronzanti in cerca di nettare, prepara quello che sarà, di lì a poco e nei tre giorni successivi, il ricercato salotto per migliaia di giovani che accorrono da tutta la provincia, dal vicino capoluogo e zone limitrofe della regione. Un rito dal forte richiamo, da consumarsi nelle ore della notte e farle passare come ore del giorno; una notte non giovane, fonda, che deve avvolgere fitta ogni angolo, ogni vicolo, ogni palazzo ed ogni pensiero della mente, dalla mezzanotte in poi, fino a quando le prime luci dell’alba non abbiano dichiarato sconfitte le tenebre. Un mondo alla rovescia, quello dei giovani, che preferisce, per la comunicazione di sé, avvilupparsi nell’oscurità, nell’indistinto, piuttosto che godere della piena luce del giorno, dei colori variati del mare e dell’inizio della costiera, sinuoso e seducente; un mondo che ha stravolto il ciclo del sonno-sveglia, mutuandolo dal cambiamento della società nelle grandi metropoli. Già, perché nei grandi agglomerati urbani, il ritmo non si allenta mai e tutto resta funzionante, negozi, servizi, lavoro senza limiti di orario e al sonno non resta che ruotare mestamente, privo com’è di un proprio spazio riservato. Nel 1988, la poetessa Alda Merini, scriveva “I poeti lavorano di notte/quando il tempo non urge su di loro.” ma è bastato arrivare al 2005, non sono, poi, tanto, 17 anni, che la notte come spazio sottratto ai ritmi forsennati della giornata, dedicato ai sogni e al riposo, sembra davvero solo un’immagine poetica. “Le ore piccole” sono cresciute e seguono a specchio il giorno che urge ed impone stili di vita uguali nell’arco delle 24 ore. Nessuna meraviglia, dunque, se una marea di giovani affolla Largo Sedile del Campo e non per mantenere alto il loro ciclo produttivo ma solo per incontrarsi, divertirsi, essere visibili, stiparsi l’uno contro l’altro, tra chiacchiere frammentate di un discorso iniziato da chi è loro stretto vicino e sostare per ore in piedi, in una gara di resistenza, consumando bevande tenute in modo informale in una mano e ingurgitate senza troppi scrupoli di buone maniere, direttamente dalla bottiglia. Ma tant’è si è giovani! Chissà quali pensieri, allora, sfiorano il “vecchio slargo”, quando l’invasione giovanile raggiunge la massima condensazione. Eh si che ne ha visti di cambiamenti d’uso dalla sua nascita in poi, il magico posto, ma forse è proprio perché oggi trattiene tanti giovani nel suo limitato cerchio, che esercita l’uso migliore, tant’è vero che ciò l’ha spinto anche a migliorare il suo aspetto un po’ decadente, ad aprire nuove botteghe e a fare in modo che la sosta sia piacevole e confortevole. Quando l’assalto è completo è un vero peccato non poter distinguere la bella fontana dei delfini, la cui presenza risale con certezza al 1692 e quasi avesse previsto la giovanile intrusione, se ne sta distaccata in un angolo della piazza, zampillando con discrezione acqua che è servita a dissetare i salernitani per un lungo numero di anni nel passato, né poter scorgere l’imponenza nobiliare del palazzo “Genovese” che troneggia alto sul brusio spensierato della sera. In fondo, se si vuole, questo spazio non si è allontanato troppo dalla sua primaria funzione e con il nuovo uso si coniuga alla perfezione, infatti il “campus grani” del vecchio tempo non era altro che un luogo libero d’incontro, di discussione e di commercio, rafforzato dalla vicinanza del mare e il seggio sedile, altro non era che una singola circoscrizione in rappresentanza della regia corte. A ricordarcelo, oltre i molti documenti del XIII e del XIV secolo, è una citazione nella XII novella dell’illustre figlio di Salerno: Tommaso Guardati, più noto con il nome di Masuccio Salernitano. E’ fuor di dubbio che la vista si appaga nel vedere proprio qui, nel vecchio campo mercatale, tanta bella gioventù, son proprio tutti belli i giovani dell’attuale generazione, un vero miracolo per quella passata che ha dovuto combattere, tra l’altro, la bruttezza di un’età che quando vuole sa essere proprio ingrata. Saranno stati i vestiti non firmati, quelli passati dall’uno all’altro figlio, ricavati e rivoltati da qualche capo buono o sbucati smessi dai generosi pacchi spediti dall’America e adattati diversi dalle laboriose mani delle donne di casa, o i brufoli, vistosi sulla pelle, o ancor più la magrezza non dettata da nessuna dieta personalizzata e per questo sgraziata, saranno stati forse i tanti divieti o anche uno, quello non trascurabile della ritirata alle ore 20, per il rito consumato insieme della cena, fatto sta che la bellezza giovanile appartiene disinvolta solo all’oggi. Un’ uscita dopo cena per i ragazzi dell’altro ieri, maschi o femmine che fossero non era neanche da progettare silenziosa nella mente e così l’unica trasgressione la meditava Domenico Modugno, cantando, il suo pezzo, “l’uomo in frak”……..è giunta mezzanotte si spengono i fanali, si spengono le insegne di quell’ultimo caffè, le strade son deserte, deserte e silenziose, un’ultima carrozza cigolando se ne va….solo va un uomo in frak…”. Ecco per le strade di allora, di notte, c’era solo un uomo che aveva fatto della sua vita un’avventura, concedendosi con un vestito elegante all’ora tarda, un modello ignominioso, da non imitare, ma che inequivocabilmente attraeva. Forse non è solo un caso se i ragazzi di allora, per certo, conoscono alla perfezione le strofe lamentate del vecchio canto.
Maria Serritiello

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Foto: Maxio75 on Twitter;

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La spiaggia perduta

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Quando nel 1970 iniziarono i lavori per la costruzione dell’attuale porto commerciale, sfrattando le incantevoli spiagge esistenti, gran parte dei salernitani pensò di non avere più il mare.
Eppure, nella parte orientale, proseguendo oltre Piazza della Concordia, c’era già la “La Conchiglia”, la spiaggia libera del “Torrione”, la “Caravella” e sul posto, dal 1936 presente, il tradizionale quanto signorile “Lido” di Mercatello, ma non era la stessa cosa.
Si considerò, caricando la preoccupazione, che quella pur lunga striscia di spiaggia non avrebbe mai riunito tutti i bagnanti in cerca di nuovo spazio.
Mare aperto e inquieto, mare forse più vero, da quel giorno, senza più il sicuro budello dei lidi e il lungo braccio del porto a delimitare; costretti, per toccare l’acqua ad attraversare tutta la città, vestiti con la sobrietà del chi si reca in ufficio e con l’operatività della città mai distratta. Escluso dall’immediato contatto salato, il vecchio nucleo storico, si addormentò, smarrendo tra le sue pieghe, i corpi cotti dal sole, i richiami dalle voci cantilenanti, il profumo salmastro, covato nei vicoli ombrosi e l’umido attaccaticcio dei giorni di scirocco. Il mare, nella città percorsa a piedi, si allontanava emancipato, per stendersi libero, per non appartenerci più.
Ma quando i bagni si prendevano al “Porto”, ora sempre più propriamente detto “Via Ligea” dall’intrigo dei vicoli, affollato il via vai, festoso e colorato si faceva strada profumato all’olio di noce. L’unica via, passato il palazzo del Genio Civile, si riscaldava con la risacca marina ed il rumore degli zoccoli, di legno duro, strusciato a terra come le reti dei pescatori. Dalle finestre, erose lentamente dal sale, le case accostate alla roccia, respiravano spalancate, odorosa e salmastra, la brezza del mare, quel mare annusato forte tra i guizzi dei pesci pescati e mostrati, poi, nella palazzina bianca del mercato, elegante ancor oggi, rispetto alla disinvolta decadenza di tutto il resto. Con la velocità consentita dai fili, tesi e sollevati, il numero “2”, la popolare filovia, verde scuro, che collegava i punti estremi della città, passava libero, sfiatava i freni e distrattamente sganciava il trolley, senza che nessuno suonasse dietro spazientito.
Cento lire, il costo del biglietto per l’andata ed il ritorno, quanto il prezzo del gelato a limone, rinchiuso fresco nel carrettino giallo del gelataio ambulante e se la tentazione, a volte, portava a leccare il gusto ghiacciato, altro non restava che farsela a piedi.
Ma tant’è si era felici!
La camminata lenta, con gli amici, sempre tanti, rendeva possibile la discussione, il comune sentire mentre a lato e davanti a passi tamburellati scorrevano vivaci: il “1° Elisa”, “Il Principe di Napoli”, “Il Tritone”, “Il Santa Lucia”, “Il 2° Elisa”, “Il Lido” (già Risorgimento), “L’Arenella”, “Il Lido” (propriamente detto), “Il Savoia”, “Le Marinelle”, “L’Arcobaleno”, “Scoglio 24” e “Punta di Mare”.
Un patrimonio ambientale di spiagge, le più belle, curate con amore e tradizione da famiglie come Porpora, Nigro, Ventura, Pizzolorusso, Olivieri, tra le altre; una sensoriale ricchezza inutilmente persa da tutti noi!
E’ lì che, discosto, abitava il mare, senza mescolarsi alla discarica cittadina, lì la soffice sonorità, ripresa alla riva , dolcemente era spinta in mezzo al mare con le voci dei tranquilli bagnanti, ovattate e ascoltate come già in una conchiglia. Il tempo stemperato nell’acqua e impastato nella rena, entrava nella dimensione lenta dell’ozio, dove, assente la fatica, anche il treno, sollevato sul ponte della ferrovia, sfilava rallentato col suo carico affacciato ai finestrini e le mani movimentate dal saluto, appariva distante e sfumato nel vapore della calura. Laggiù per tutti, c’era l’invito dell’estate. E l’amore, quanti amori sulle spiagge ordinate, ammorbiditi sugli scogli ricoperti di alghe ricce, sfuggiti al controllo nelle veloci “scappavie”, noleggiate ad ora, rinfrescati nella grotta del “fico”, dove la sorgente ghiaccia calmava l’arsura del sole, il pizzicorio della salsedine e dove il bacio sapeva acquistare il sapore della leccornia.
“….ti voglio cullare, cullare, posandoti sull’onda del mare, del mare….” dai primi jukebox, Nico Fidenco a fare da colonna sonora, a sottolineare con note accattivanti, irripetibili momenti giovanili.
A volte la giornata a mare era più lunga delle solite ore “13” tutti a tavola ed ecco che ad una certa ora la via si affollava di commisti odori, sparsi da ruoti di alluminio lucido e protetti da fazzolettoni a quadri rossi e blu. Per la spensierata, giovane covata, mamme, nonne, zie sempre disponibili alla cucina sui carboni, portavano a mano golosità fatte di “pasta imbottita”, “melanzane alla parmigiana” , “zucchine alla scapece”, “peperoni ripieni” e l’immancabile “insalata di pomodori”, generosamente odorosa di basilico.
E allora non sarà un caso, se molti di quei giovani di “ieri” senza rassegnazione, ancora oggi vanno al “Porto” a prendersi il bagno, con lo sguardo lungo della memoria e l’affezione del cuore, vanno a ritrovare la spiaggia perduta, irrimediabilmente perduta, ormai, tra le scatole quadrate color ruggine degli utili containers ed il brillio zampillante della fontana, in verità la più bella, di quelle che prolificano in città.
Maria Serritiello

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Foto: Edoardo Colace

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Giuseppe: un Salernitano a Barcellona.

salerno barcellona,giuseppe pierri salerno,lavorare a barcellona,salernitani a barcellona,comunità campana in spagna,esperienze di lavoro a barcellona,guestbook salerno,storie di salernitani all'estero,interviste salernoPrende il via, con il post di oggi, una nuova iniziativa del Blog di Salerno. Si chiamerà ‘GuestBook‘ e molto semplicemente consiste nel mettere a disposizione questo Blog a tutti coloro che abbiano voglia di scrivere un post, una storia, una curiosità che in qualche modo parli di Salerno e di salernitani. Un’iniziativa che nasce con l’intento di raccontare la nostra città e la nostra provincia con le nostre storie, anche quelle apparentemente semplici e di vita quotidiana. Per poter partecipare, basterà aver qualcosa da dire e mettersi in contatto inviando una mail al seguente indirizzo: vsalernoblog@virgilio.it. Non siate timidi e mi aspetto una buona adesione.
A Giuseppe Pierri, salernitano che vive e lavora asalerno barcellona,giuseppe pierri salerno,lavorare a barcellona,salernitani a barcellona,comunità campana in spagna,esperienze di lavoro a barcellona,guestbook salerno,storie di salernitani all'estero,interviste salerno,rambla,salernitani a barcellona Barcellona, il piacere (spero lo sia stato per lui) di inaugurare il GuestBook. Giuseppe appassionato di viaggi, musica, televisione e lingue straniere ci racconta la sua esperienza di Salernitano all’estero ed è una storia che arriva subito dopo la pubblicazione del post relativo al Rapporto Italiani nel mondo 2011 dal quale è venuto fuori che la provincia di Salerno è addirittura la quarta provincia d’Italia per numero di emigranti. Da sempre appassionato di Web, in passato curava il suo blog personale: ‘Le scoperte di un Peisho ed ha in cantiere l’apertura di un altro blog dal titolo: Barcellona Salerno A/R – storie normali di una Barcellona reale – “E’ un progettoci racconta Giuseppe “che mi ha sempre affascinato: qui conosco sempre più persone di diverse zone e ognuna di loro sembra portarsi dietro una storia. Sarebbe bello raccontarle ..no?“. Ecco il suo post per il Blog di Salerno. Buona lettura.

salerno barcellona,giuseppe pierri salerno,lavorare a barcellona,salernitani a barcellona,comunità campana in spagna,esperienze di lavoro a barcellona,guestbook salerno,storie di salernitani all'estero,interviste salernoE speriamo che me la cavo! (di Giuseppe Pierri)
Arrivo a Barcellona nel 2004: l’anno del Forum, delle grandi iniziative e del boom edilizio. Alberghi a 36 piani vengono costruiti in meno di 4 mesi, la domanda di personale nel campo alberghiero è altissima, ondate di turisti invadono la Barceloneta. Si potrebbe descrivere la Barcellona di quell’epoca con un aggettivo: sovraccarica. Io 32enne, fresco laureato fuori corso massimo in Scienze Politiche, vedendo tutto questo movimento, decido di trasferirmi qui per qualche mese con lo scopo di migliorare soprattuto il mio spagnolo che ho studiato all’Università. Ci resto 3 anni, fino al dicembre 2007. Quando dico che sono di Salerno, la gente pensa che sia siciliano dato che confondono il suono con Palermo.
Inizio lavorando come receptionista in un hotel sulla Rambla. Firmo il mio primo contratto a tempo indeterminato. Al colloquio mi prendono soprattutto perché parlo italiano. Il signor Antonio, prossimo alla pensione, catalano e di sinistra “de toda la vida” mi dice: “L‘80% dei nostri clienti sono italiani e tu mi sembri una persona seria”.
In quell’epoca, infatti, gli italiani che arrivano a Barcellona sono principalmente studenti Erasmus, giovani che vogliono provare l’esperienza di okkupa e soprattutto “artisti”. Soprattutto gente del nord; di salernitani neanche l’ombra. Senza saperlo l’esperienza all’hotel mi aiuta a migliorare anche il mio livello di inglese che risulta non essere poi così malaccio. Me ne accorgo soprattutto quando mi presento alle prove di selezione per una multinazionale tedesca del farmaco. La prova di inglese scritto era una delle fondamentali. Adoro il mio lavoro in hotel che mi da sempre più soddisfazioni ma non sopporto più i ritmi e gli orari, quindi decido di cambiare. Ormai mi rendo conto che sono uscito dalla realtà provinciale di Salerno dove se riesci a trovare un lavoro, con tanto di contratto, sei super fortunato e mai e poi mai pensi di cambiare. Ma qui è diverso: qui è normale migliorarsi anzi se non ci provi non vieni visto molto di buon occhio. E intanto sono già 2 anni che sono qui. I miei amici in Italia dicono “ormai ti sei sistemato li, non torni più” …..eppure.
Eppure non riesco ad accettare la chiusura mentale dei catalani che tutti sono convinti che siano aperti e gioviali. Non accetto quel loro razzismo sottile che scopri solo dopo qualche anno che vivi qui. Non capisco quel loro senso di competizione nei confronti degli italiani, le loro battutine sul presidente del consiglio che TUTTI abbiamo votato, sul fatto che secondo loro in Italia si giochi a calcio ancora con il catenaccio. Se provi a controbbattere, ti tirano fuori la gomitata di Tassotti nel mondialesalerno barcellona,giuseppe pierri salerno,lavorare a barcellona,salernitani a barcellona,comunità campana in spagna,esperienze di lavoro a barcellona,guestbook salerno,storie di salernitani all'estero,interviste salerno 1996. Me l’hanno sbattuta in faccia tante di quelle volte che ho deciso di farne la mia foto sul profilo Facebook. Tutto ciò mi spinge a tornare in Italia nel dicembre 2007. Trovo una Salerno addormentata, statica…..grigia. Mi propongono un lavoro come contatto per la clientela estera. Dopo un poco mi ritrovo a caricare e scaricare camion. Ma sono a Salerno, penso, con la mia famiglia, i miei amici, i locali di via Roma e tutto questo mi da un grande senso di sicurezza. Ma la crisi economica è dietro l’angolo. Al mio padrone iniziano a tornare dietro gli assegni, i clienti chiudono e lasciano debiti impagati. Nonostante mi dimostro disponibile a ogni tipo di incarico, dimenticandomi che provengo da una multinazionale che, ormai, parlo 3 lingue a livello alto, non esitano a farmi fuori. Sei uno degli ultimi entrati …quindi..
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Per quanto mi riguarda, ho deciso di vivere questa mia nuova esperienza in modo diverso: un salernitano che lavora all’estero. Per ora mi piace guardare Salerno da lontano, mi piacciono i progetti della Marina d’Arechi e alcuni mesi fa ho scattato una foto dell’entrata del porto di Barcellona dall’alto, mentre ero nel parco del Montjuic: effettivamente Piazza della Libertà per quel poco che vidi la ricorda vagamente. Ma qui ho un lavoro stabile che mi piace e con i tempi che corrono mi sento strafortunato ad essere riuscito a rientrare nel mondo del lavoro a quasi 40 anni.
Ho anche in cantiere di fare il grande passo di comprare casa, approfittando della grande crisi immobiliare che c’è qui …e speriamo che me la cavo!

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Foto: Giuseppe Pierri, barcellonaonline.net

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‘Arrivederci Salerno’

video di salerno,foto di salerno,salerno 2011,dario bellini regista latina,trasformazione urbana salerno,opere in cantiere salerno,video vincenzo de luca sindaco di salernoMolte persone mi hanno detto che Salerno negli ultimi anni sia trasformata…‘. Inizia così il video dal titolo ‘Arrivederci Salerno‘ e oggetto del post di oggi che tanti lettori del Blog avranno già avuto modo di vedere sui Social Network e su YouTube. Il video è stato realizzato dal regista Dario Bellini e lo propongo soltanto oggi per motivi, definiamoli così, elettorali. Infatti il regista Dario Bellini, candidato al Consiglio Comunale di Latina, a sostegno della sua campagna elettorale ha realizzato un interessantissimo reportage sulla nostra città che, ad elezioni concluse sia a Salerno che a Latina, diventa un video che depurato dal significato puramente politico, ci consente di poterne parlare insieme ed in qualche modo ci consegna quella che è la percezione della nostra città da parte di chi Salerno non la vive quotidianamente ma ne ha avvertito il cambiamento. Personalmente trovo ‘Arrivederci Salerno’ un documento interessante, oltre che ben realizzato e che ripeto, depurato dalla politica, riesce a far emergere quella che oggi, molto probabilmente è la vera conquista della nostra città: la Salernitanità. Vi lascio alla visione del video ed ovviamente, spero che lo stesso sia capace di farci discutere e parlare. Che ne pensate?

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Foto: oriadbellini (prt scrn) on YT
Video: oriadbellini on YT

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Le luci di Salerno, le ombre di Caserta. Una proposta.

salerno_notturno.jpgLe luci di Salerno, le ombre di Caserta. Una proposta.‘ è il titolo di un articolo, a firma di Pasquale Iorio,  pubblicato su primapaginaitaliana.it che ho trovato interessante per spunti e contenuti e che vi propongo fedelmente con il solito intento di parlarne insieme, anche e soprattutto grazie a chi scrive di Salerno avendo avuto la possibilità di visitarla. L’articolo, tutto da leggere, si conclude con unaprimapaginaitaliana.it.png proposta da parte di Iorio, nella quale si invita la Classe Politica di Caserta a studiare il ‘modello Salerno’. La parte che sicuramente potrebbe interessare di più proprio i salernitani, partendo dalle considerazioni di Iorio e dalla percezione e dalle sensazioni che restano negli occhi e nella mente di chi visita Salerno, potrebbe proprio riguardare la parola ‘modello’ che, se da un lato inorgoglisce i salernitani, dall’altro lascia comunque spazio a considerazioni diverse che sarebbe interessante esporre per poterne dibattere insieme. Vi lascio alla lettura dell’articolo.

Pasquale_iorio_Editoriale.pngLe luci di Salerno, le ombre di Caserta. (di Pasquale Iorio)
Ieri sera abbiamo partecipato ad una gita di gruppo a Salerno, organizzata nell’ambito del programma delle gite sociali dell’Auser di Caserta. Per tutti è stata una visita istruttiva in una città piena di luci, animata da un flusso impressionante di visitatori dalla Campania (ma anche da altre città italiane). E’ stato uno spettacolo molto bello: finalmente un messaggio positivo di buon governo nel nostro Sud, fondato sull’efficienza e sulla partecipazione. Si tocca con mano che la città è retta con autorevolezza e competenza, da un sindaco e da amministratori che garantiscono il funzionamento della macchina comunale e dei principali servizi di pubblica utilità.
A fronte del degrado sociale e civile di Napoli sommersa dai rifiuti da anni, è un vero piacere girare per le strade principali (ma anche nei piccoli vicoli del centro storico) ben curate e pulite: qui la raccolta differenziata funziona e si vede bene.
L’altro dato che emerge è quello della partecipazione e del coinvolgimento dei vari soggetti sociali, economici (a partire dagli artigiani e dagli operatori del commercio) e del mondo del terzo settore, che si esalta nello splendido spettacolo delle luminarie. Si rimane incantati dai giochi di luce e dalle magie che animano alcuni spazi (come i giardini pubblici).
A Salerno si dimostra che è possibile costruire città vive, produttive e accoglienti. Finalmente si incontrano tanti giovani, che vivono i loro spazi e sembrano felici della loro città. Si vede che i cittadini sono di nuovo orgogliosi di appartenere ad una comunità dove si vive bene insieme, nella quale cresce di nuovo il senso di appartenenza, di identità (come direbbe il sociologo Cassano di “amor loci”). Anche gli immigrati sembrano bene integrati nella intensa “movida” che anima le serate salernitane.
Tutto questo certamente produce ricchezza e benessere per le tante attività che si sono sviluppate negli ultimi anni intorno ai flussi crescenti di turisti e di visitatori: in ogni angolo di strada e in ogni piazza vi è un proliferare di mercatini e di punti vendita.
Il rientro a Caserta è stato davvero triste: che squallore e freddezza ritrovare le strade e le piazze vuote, con quelle luminarie povere e brutte (al confronto dello splendore di luci di Salerno).
Per questo motivo mi è venuta l’idea di avanzare una proposta al candidato sindaco del centro sinistra (ma anche a quello di centro destra, quando sarà scelto) di trarre esempio e spunto da Salerno. Non è un’utopia né un sogno realizzare un programma per costruire una città della conoscenza veramente accogliente, attrattiva, solidale e produttiva. Visto che si sta avviando il cantiere delle idee per le prossime elezioni amministrative in cui impegnare le migliori risorse e competenze della città, forse non sarebbe male organizzare una giornata di studio a Salerno, una forma di stage con il sindaco e con i vari dirigenti per capire come hanno fatto a realizzare una “governance” innovativa ed efficiente. Come si dice in Europa, cerchiamo di studiare le buone pratiche per evitare di rimanere vittime dei cattivi esempi di mal governo e di disastri civili prodotti in tante realtà a noi vicine (come Napoli, Afragola, Castel Volturno, solo per fare gli esempi più eclatanti).

(Articolo a firma di Pasquale Iorio, fonte: primapaginaitaliana.it)

Salerno Smiling People
Foto: primapaginaitaliana.it;

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Principato di Salerno, a settembre il referenudum? Cosa ne pensi?

principato_di_salerno.jpgLe cronache regionali e cittadine, negli ultimi giorni, hanno riportato e rilanciato la notizia in base alla quale l’iter burocratico che dovrebbe portare la provincia di Salerno al distaccamento della regione Campania, diventando da far suo una nuova regione, è giunto alla richiesta ufficiale di referendum che è stata depositata nella giornata del 16 dicembre a Roma, presso la Corte Suprema di Cassazione (Qui potete leggere uno dei tanti articoli in merito a cura de “Il Mattino”). Tale Referendum, se le procedure sono state effettuate regolarmente, potrebbe (e sottolineo potrebbe) già tenersi a settembre e dovrebbe chiamare alle urne i cittadini residenti in provincia di Salerno ad esprimere la loro decisione in merito.
Fermo restando che la linea editoriale di questo blog si è sempre tenuta lontana dal trattare argomenti che riguardano la politica e fermo restando che tale linea verrà mantenuta anche per la delicata questione, a mio avviso (e credo anche ad avviso dei lettori) resterebbe interessante capire cosa realmente ne pensiamo tutti noi e se tale scelta è una scelta condivisa o se si tratta di una scelta che non trova il favore dell’opinione pubblica. A tal proposito invito davvero tutti i lettori e tutti i sostenitori della Fan Page su Facebook a lasciare la loro testimonianza in merito, una testimonianza (e questo è un invito che son sicuro sarà raccolto anche questa volta) che rispetti i pareri di tutti e che sia dai toni sereni, visto e considerato che il post di oggi ha come intentoBuon Natale.jpg esclusivamente quello di raccogliere le nostre voci. Possiamo farlo tramite lo spazio commenti a disposizione del post stesso oppure utilizzando la Fan Page del Blog di Salerno su Facebook che, oltre ad avere sostenitori proveniente da Salerno e provincia può contare anche su un discreto numero di amici che proviene da tutta la Campania.
L’occasione inoltre mi è graditissima per rivolgere a tutti i lettori ed i sostenitori del Blog di Salerno l’augurio di trascorrere un Natale all’insegna della serenità e della felicità (se poi volete lasciare anche i vostri auguri, sono sempre ben accetti). Vi lascio con lo speciale meteo weekend natalizio salernitano a cura del nostro mitico Fabrizio e vi rinnovo gli auguri.

Fabrizio_Raffa_Salerno.jpgPrevisioni Meteo Salerno Speciale Weekend di Natale (venerdì 24 Dicembre – sabato 25 Dicembre – domenica 26 Dicembre) a cura di Fabrizio Raffa:
“Sarà un Natale 2010 con l’ombrello cosi come gran parte del fine settimana. Situazione meteorologica molto complessa in quanto troviamo ad Ovest un vortice depressionario proprio a ridosso delle coste tirreniche che, proprio in queste ore, sta causando violenti temporali, mentre da Est comincia a fluire l’aria fredda di origine scandinava che interesserà le nostre zone dalla giornata di S. Stefano. Per cui, come abbiamo già anticipato, il tempo si manterrà perturbato con piogge significative intervallate da brevi schiarite; dalla giornata di S. Stefano arriverà l’aria fredda ma le piogge continueranno a persistere. Temperature in sensibile calo. Venti moderati da WSW successivamente in rotazione da Est”

Salerno Smiling People
Foto: isoladieden.wordpress.com

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L’alluvione e le menti alluvionate.

Alluvione.pngDal Sito ufficiale de ‘Il Corriere della Sera‘ – fra i tanti commenti lasciati dai lettori nell’apposito spazio commenti relativo all’articolo pubblicato in data 10 novembre 2010 a seguito dell’emergenza maltempo che ha conivolto la provincia di Salerno: ‘Allarme nel Salernitano: 300 evacuati, fiumi straripati e campagne allagate‘:

 

1.pngGiorno 10/11 Ore 7:18
Titolo
: rivolto sia al veneto che alla campania
Autore: (Si è scelto di non riportarlo)
Testo: tutta colpa dei sindaci che da il via libera a cementificare vicino ai fiumi se non dentro il letto, e la scarsità di pulizia dei fossi e fiumi, prendetevela con i vostri sindaci attuali e predecessori
e anche una minima parte a voi che avete comperato queste case.

2_1.pngGiorno 10/11 Ore 18:51
Titolo
: Speriamo che tutto torni a posto!
Autore: (Si è scelto di non riportarlo)
Testo: Altrimenti ci sarebbe un’altra palla al piede per il Paese, visto l’endemica passione dei campani per il piangere ed il ricorrere allo Stato standosene con le braccia incrociate per farsi mantenere e nulla concludere, anche se questo è il secolare vizio della Napoli ereditata dai Borboni, ormai anche Salerno si presume che ne sia affetta, grazie ai pessimi politici che si ritrova.

2.pngGiorno 10/11 Ore 15:50
Titolo
: Amarezza e consigli
Autore: (Si è scelto di non riportarlo)
Testo: Che tristezza il Bel Paese violentato dagli abusi edilizi, dalle amministrazioni locali incompetenti quando non conniventi e da quelle centrali condiscendenti sempre pronte a condonare ogni abuso. Ai veneti suggerisco di trattenere nelle casse della regione le tasse evase ed eluse dai furbi imprenditori del nord est, il resto lo possono tranquillamente trasferire all’amministrazione centrale che continuera’ a dilapidarlo nelle solite inefficienze. Ai campani suggerisco di emigrare la loro e’ comunque una battaglia persa, ammesso che la vogliano combattere.

4.pngGiorno 10/11 Ore 13.13
Titolo
: Ecco perchè votiamo Lega
Autore: (Si è scelto di non riportarlo)
Testo: Attendo con Ansia il Tg di stasera per vedere la reazione dei salernitani intervistati, e paragonarla a quella che ho visto ieri sera nei veneti intervistati. Questi, con grande sobrietà, dignità e compostezza, dicevano di essere affranti, di avere bisogno di aiuto e di voler ricominciare. Sono certo che stasera al Tg sentiremo urla in dialetto, insulti, spintoni, cartelli… tutti in piazza a chiedere il sussidio. Ecco perchè votiamo Lega.

Salerno e provincia: Giorno 10/11 mentre tanti abitanti della provincia di Salerno cercavano di mettersi in salvo, mentre tanti altri perdevano case, attività e beni materiali, mentre ettari ed ettari di colture andavano completamente distrutti, mentre i soccorritori raggiungevano e salvavano persone intrappolate nelle loro abitazioni, mentre il pianto ed il singhiozzio compariva sul volto di chi aveva perso tutto, mentre in 500mila resteranno senza erogazione di acqua potabile per oltre un mese…. mentre tutto questo, per mezzo di una connessione e di una tastiera c’era chi con l’alluvione ci combatte quotidiamente, l’alluvione nel proprio cervello: ogni giorno!

Vi lascio con un video a caso, uno dei tanti video “per vedere la reazione dei salernitani intervistati” contenente le “urla in dialetto, insulti, spintoni, cartelli… tutti in piazza a chiedere il sussidio”

Fabrizio_Raffa_Salerno.jpg

Previsioni Meteo Salerno (venerdì 12 Novembre – sabato 13 Novembre – domenica 14 Novembre) a cura di Fabrizio Raffa:
“Tempo decisamente migliore grazie ad una timida rimonta anticiclonica. Il weekend sarà, tutto sommato, soleggiato salvo residui addensamenti che potranno formarsi nelle ore pomeridiane. Le temperature subiranno un leggero rialzo nelle ore diurne, mentre in serata e di primo mattino si potranno registrare valori piuttosto bassi. A largo delle corte britanniche il ciclone Carmen sta già facendo rotta verso l’Europa continentale, ma ne riparleremo.”

Salerno Smiling People
Foto: corriere.it (prt_scrn)
Video: Ludo1S on YT

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Crescent: Opportunità o colata di cemento?

Piazza_della_libertà_Salerno.JPGIn questi giorni, due dei più grandi quotidiani nazionali italiani, ‘La Stampa’ ed il ‘Corriere della Sera’, nei loro rispettivi portali di riferimento, cogliendo al volo l’opportunità delle vacanze che milioni di italiani si apprestano a fare, hanno pensato di invitare i propri lettori a segnalare per mezzo di foto e descrizioni, eventuali opere, cambiamenti, strutture che in qualche modo abbiano modificato la morfologia, il panorama, l’identità dei luoghi presso i quali i lettori trascorrono le vacanze o semplicemente luoghi che frequentano.
In entrambe le Gallery dei due portali (che vi segnalo ai seguenti link: Corriere.it e Lastampa.it), fra le opereFoto_Cantiere_Crescent_Salerno.jpg indicate come opere che stravolgeranno inevitabilmente uno scorcio di paesaggio, c’è il Crescent e la futura Piazza della Libertà.
Nel caso specifico de “La Stampa”, è proprio la redazione del famoso quotidiano che, per invogliare i lettori all’invio delle proprie segnalazioni, pubblica come esempio, per meglio spiegare ai lettori quale sia lo scopo della Gallery, una foto del plastico del Crescent che, come tutti i salernitani sanno, è in fase di realizzazione da poco meno di un anno.
Foto_Piazza_Libertà_Salerno.jpgAdesso, fermo restando che quando si parla di Crescent e di Piazza della Libertà il risultato è quello di generare uno “scontro” di pareri in totale antitesi e premettendo che, a mio modesto parere, si continuerà a parlare di Crescent prima, durante e dopo la realizzazione, quello che mi piacerebbe capire davvero (e mi piacerebbe farlo con iLastampa.jpg lettori di questo modesto blog) è se questa opera è da considerarsi uno scempio, una colata di cemento fine a se stesso e perchè, oppure un’opportunità, un motivo di vanto, un’attrattiva e perchè. Infatti, se da un lato la riqualificazione della zona di Salerno presso la quale sorgerà Piazza della Libertà è sicuramente un punto a favore del progetto di Ricardo Bofill, l’enorme quantità di cemento e la maestosa opera che sarà di qui a poco, lascia perplessi tanti cittadini ed addetti ai lavori.
Chiedo una sola cortesia per tutti coloro che abbiano voglia di intervenire e dire la loro (e spero siano in tanti,Crescent_Salerno.jpg Corriere.jpgpoichè si parla della nostra Salerno): sforziamoci di creare uno scambio di opinioni basato sul rispetto di tutte le opinioni e sull’educazione, proprio come avviene da sempre su questo blog anche per i temi più delicati trattati in passato e per i quali ci sono tantissimi punti di vista, tutti rispettabilissimi. Inoltre, per invogliare al dibattito, poco tempo fa mi sono recato in località Canalone di Salerno, per prendere qualche scatto dall’alto dell’attuale stato dei lavori e per consentire agli amici salernitani che vivono lontano da Salerno di avere una prima visione d’insieme. Vi basterà cliccare sulle immagini per ingrandirle. Crescent: Opportunità o colata di cemento? Parliamone!

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Foto: *MAleSSIaMO®

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Dopo la gaffe, Italia.it corregge il tiro.

italia.it.jpgA circa un anno di distanza dal post ‘Salerno: non pervenuta‘ (che vi invito a rileggere per meglio integrare i contenuti del post di oggi), dove segnalavo le clamorose mancanze e sviste da parte di Italia.it (famoso Portale Internet voluto dal Ministero del Turismo, il cui compito sarebbe quello di presentare internazionalmente ed ufficialmente, come spot promozionale, i luoghi e le meraviglie visitabili in Italia), mi sono preso la briga di andare a controllare se, a distanza di un anno, qualcosa fosse cambiato e se finalmente Salerno e soprattutto la sua provincia figurassero sul portale con una degna descrizione capace di sintetizzare quanto di attrattivo ci sia nella nostra provincia.
A distanza di un anno sono cambiate molte cose. Mentre l’anno scorso Salerno veniva inglobata (per modo di dire) nella descrizione per regioni italiane, nello specifico la Campania, senza avere neanche un rigo di descrizione (mentre i limoni della penisola sorrentina facevano il pieno di righe e diventavano l’attrattiva principale della Campania …) oggi, a Salerno e alla sua provincia è dedicato ampio spazio ed un riassunto descrittivo che in qualche modo rende finalmente giustizia ad un importante pezzo di patrimonio turistico italiano, solo un anno fa completamente dimenticato.
Questo quanto riportato oggi:

La provincia di Salerno è un insieme di singolari emozioni. È la bellezza dei suoi litorali costieri. È il fascino di una storia antica. È il profumo diitalia.it_2.jpg una natura incontaminata. Ed è per tutto questo che affascina e conquista ogni qualvolta si entra nella sua terra. Basta poco per scoprirne la magia. I monti dell’Appennino, autentici monumenti della natura, fanno da cornice ad una realtà di dolci brezze marine, di piccole baie ed insenature, di litorali incontaminati, di corsi d’acqua circondati da verdi boschi, di pittoreschi borghi, di luoghi di una storia lontana, di antiche tradizioni, delle cose fatte con amore. Non manca nulla.  E se il fascino della costa cattura lo sguardo del mondo, l’entroterra prende l’anima di chi lo esplora. Il meraviglio litorale, ricco di spiagge, scogliere e incantevoli grotte, affacciato su un mare che è una sfera infinita di colori, anticipa lo splendore del paesaggio interno. Verdi vallate attraversate dalle acque del Sarno, con i Monti Picentini e Lattari a fare la guardia, paesaggi disegnati da geometriche coltivazioni dalle quali spicca il rosso intenso dei pomodori San Marzano. Una terra accogliente, che offre ai suoi ospiti sapori e profumi, quiete e Salerno.jpgsilenzio, mentre racconta la sua storia passando tra ville, chiese e castelli, tradizioni popolari ed eventi culturali. Una natura generosa che non ha dimenticato nessun angolo del Salernitano. Quando si varcano i confini del Cilento, se ne ha la certezza.Pareti rocciose scavate da grotte e anfratti, spiagge bianche, macchia mediterranea e un mare dalle mille sfumature. Così è la Costa del Cilento, che da Acropoli si allunga fino a Sapri, passando per tanti pittoreschi borghi ricchi di storia. Allontanandosi dal mare, si entra nel cuore del Parco Nazionale, uno scrigno di tesori naturali, dove il verde si intensifica con boschi di querce, aceri, frassini e castagni che, sui monti, lasciano il posto a fitti faggeti. Un mondo di contrasti legati fra loro dall’armonia di una natura ineguagliabile. Un viaggio in questa terra rimane impresso nei ricordi del cuore, protetto da un amore che vi porterà ancora nelle terre di Salerno.” (fonte: Italia.it)

Il tutto continua con la possibilità per il navigatore di consultare le sezioni: Cosa vedere, Cosa Fare, Cosa assaggiare. Un passo in avanti per Italia.it che l’anno scorso, strutturato regionalmente, è incappato in clamorose gaffe (come il caso della città di Salerno) alle quali ha rimediato (e per fortuna) in questo modo.

Fabrizio_Raffa_Salerno.jpgPrevisioni Meteo Salerno (lunedì 12 Luglio – martedì 13 Luglio) a cura di Fabrizio Raffa:
“Estate in grande spolvero in questa seconda decade di Luglio. Sole e temperature elevate stanno disegnando un’estate tipica che molti, visto l’andamento di Giugno, ormai non credevano più che arrivasse. Attenzione però che da metà settimana potrebbe arrivare una vera e propria bomba africana che farà impennare le temperature oltre i 40 °C con conseguente aumento dell’afa e della calura percepita dal corpo umano. Ne riparleremo nel prossimo appuntamento. Il tempo previsto per le prossime 48 ore si presenterà all’insegna di temperature elevate e tanto tanto sole. Possibili annuvolamenti nel pomeriggio ma sarà scongiurato il rischio di temporali, che potranno interessare solo le zone interne.”

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Foto: Italia.it

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