Al Bano, Dolcenera e Nair per Scala Incontra New York

al bano,dolce nera,nair,scala incontra new yoirk 2011,massimo giletti,tenorini de il volo,roberto olla,antonio di bella,gerardo greco,ferruccio de bortoli,barbara serra,maria giovanna maglieLa conduzione sarà affidata a Massimo Giletti, mentre l’evento sarà trasmesso venerdì 9 settembre su Rai Uno, con inizio alle ore 15. Parliamo di uno dei numerosi eventi in corso della manifestazione ‘Scala incontra New York‘, che si terrà giovedì 8 settembre a Scala, splendido comune nonché città più antica della Costa d’Amalfi e che, da ormai 10 anni, organizza Scala incontra New Yorkuna rassegna di eventi che attraverso laal bano,dolce nera,nair,scala incontra new yoirk 2011,massimo giletti,tenorini de il volo,roberto olla,antonio di bella,gerardo greco,ferruccio de bortoli,barbara serra,maria giovanna maglie memoria desidera segnare nuovi percorsi per il futuro, consapevoli del passato, con i piedi nel presente e uno sguardo di speranza per l’avvenire. La manifestazione è nata intorno all’inaugurazione del primo monumento dedicato alla memoria delle vittime di quel terribile 11 settembre 2001 a New York, opera dell’artista Silvio Amelio ora posto in maniera stabile in Piazza Municipio.‘ (fonte: scalanelmondo.org).
Gli ospiti di quest’anno per giovedì 8 settembre saranno: Al Bano, Dolcenera, Nair e contributo video dei tenorini de Il Volo. Inoltre parteciperanno all’evento Roberto Olla, giornalista tg1, Antonio Di Bella, inviato Rai Uno a New York, Gerardo Greco, giornalista rai, Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, Barbara Serra, giornalista di Al Jazeera e Maria Giovanna Maglie, giornalista e opinionista televisiva.
Tutte le informazioni ed il programma completo della manifestazione sono reperibili sul Sito dell’Associazione ‘Scala nel Mondo’ raggiungibile al seguente link: scalanelmondo.org

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Foto: dolcenera.com

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Mario Plaitano, l’orologiaio di Piazza Portanova (a cura di Maria Serritiello)

mario plaitano,orologiaio di piazza portanova,storie salerno,personaggi salerno,maria serritielloOggi, per l’appuntamento GuestBook del Blog di Salerno, ho il piacere di ospitare la professoressa Maria Serritiello che ha raccolto l’invito di qualche settimana fa (e per questo la ringrazio) e poco più sotto ci racconterà una bella storia tutta salernitana che ha come protagonistamario plaitano,orologiaio di piazza portanova,storie salerno,personaggi salerno,maria serritiello,san pietro in vinculis salerno,maestro d’arte giovanni carpinelli,bar sette stelle salerno,palazzo del cetrangolo salerno,farmacia nappi salerno,la spiga di grano salerno,montefusco salerno,la gelateria buonocore salerno Mario Plaitano, il noto orologiaio di Piazza Portanova, per un ‘tuffo’ in quella Salerno che non c’è più ma che in tanti ancora ricordano e, nel caso della Professoressa Serritiello, raccontano.
La professoressa Serritiello, profondamente innamorata della sua città, attualmente in pensione, con un amore smisurato per la danza, la musica e le poesie (ha pubblicato sei raccolte, di cui una su Salerno, la sua città nativa dal titolo “Dalla finestra fiorita“), cura un suo blog personale ‘Il mio giornale‘, dove affronta argomenti di attualità, cultura e arte, mentre collabora con Lapilli.eu periodico culturale online. ‘Solo a metà‘ invece è l’altro blog dove Maria racconta la parte più intima dei suoi sentimenti.  Prima di lasciarvi alla lettura del Guest-post, ricordo a tutti coloro che vogliano cimentarsi con la realizzazione di un post che parli di Salerno e di salernitani, per poi vederlo pubblicato nella sezione GuestBook del Blog di Salerno, di mettersi in contatto al seguente indirizzo email: vsalernoblog@virgilio.it.

mario plaitano,orologiaio di piazza portanova,storie salerno,personaggi salerno,maria serritielloMario Plaitano, l’orologiaio di Piazza Portanova (di Maria Serritiello)
Spostare le lancette dell’orologio per ricordare come gli è nata la passione per questo oggetto, lui lo sa fare, è un orologiaio. Una professione trasmessagli nel sangue da suo nonno, che a Giffoni sei Casale, a suo tempo, fu il bravo ed unico orologiaio del paese, ma anche perché, fin da bambino, gli piaceva smontare e rimontare tutti gli orologi che gli capitavano tra le mani. Fu per caso che nel 1956 iniziò l’attività che, ancora oggi, espleta laddove l’ha iniziata e cioè al primo piano del vecchio palazzo di Piazza Portanova e dove si ricovera l’antica chiesa di San Pietro in Vinculis. Era il lontano 1951, quando il giovane Mario si trovò, per caso, a passare al n°1 di via Mercanti, presso il minuscolo negozio di suo zio che, da un bel po’di anni, si occupava di orologi come nella migliore tradizione di famiglia. Quel giorno, il giovanotto avrebbe dovuto intraprendere la carriera lavorativa presso gli uffici delle poste e dei telegrafi della città, un’occupazione che gli avrebbe assicurato una vita tranquilla per il futuro. Lo zio, però, in cerca di un erede, tentò di dissuaderlo, prospettandogli, se avesse continuato la sua la professione che, comunque, avrebbe dovuto lasciare, la possibilità di essere unico padrone nel suo negozio e non uno dei tanti dipendente in un ufficio. Fu così che il giovane smise di pensare al lavoro delle poste, senza che la rinunzia gli procurasse alcun trauma ed iniziò a formarsi seriamente, frequentando dal ’51 al ’56, un corso a pagamento di apprendistato e tirocinio con il maestro d’arte Giovanni Carpinelli, ricordato, dopo tanto trascorrere, non senza emozione e riconoscenza. Un tempo chi voleva apprendere un mestiere, dettato da sicura passione, si preparava con serietà, andava, come si soleva dire, “a bottega”, pagava ed era riconoscente a chi gli trasmetteva il sapere, sentimenti sconosciuti, ormai, ai più dei giovani. Il lavoro, non specificatamente intellettuale, non era considerato un’avventura selvaggia nel quale riuscire alla men peggio ma un patrimonio da acquisire, un importante punto fermo, oltre al servizio militare, nella formazione di ogni uomo. Così il giovane apprendista, durante il corso, assimilò con voracità e con l’attenzione necessaria, tutti i segreti dell’orologeria, dalla precisa nomenclatura dei pezzi, alla lingua francese usata dal cantone svizzero di Neuchatel, centro di fama mondiale per gli strumenti che scandiscono il tempo. Quando approdò, a fine corso, al primo piano del n°5 di piazza sedile di Portanova, Mario iniziò il lavoro fornendo pezzi di ricambio ed eseguendo piccole riparazioni sugli orologi a corda, quelli che s’accompagnavano al possessore per tutta la vita, tanto da essere tramandati da padre in figlio, quelli dalle sfere che giravano sui numeri romani e a dargli la corda era una rotellina stretta tra l’indice e il pollice. Vero oggetto di culto di grande significato affettivo ma anche di valore materiale, l’orologio, tanto che lo si poteva lasciare in pegno, in cambio di una somma di denaro. Al giovane orologiaio, in quegli anni, la riparazione interessava molto e si dedicava alla sistemazione di essi solo quando riusciva ad essere tranquillo ed in solitudine. I gesti precisi dell’oscultare e dello smontare la macchina sembravano, piuttosto, quelli di un medico e aiutato dal monocolo che ingrandisce di quattro volte i vari pezzi, Mario riusciva, con sua grande soddisfazione, a rilevare subito il difetto. Poi gli orologi non hanno avuto più bisogno delle sue cure e quelli esposti nel banco luccicante del suo negozio, appartengono alla generazione che al polso li cambia senza curarsi di preservarli o conservarli per tutta la vita. Nulla è più come prima, lo stesso Mario, oggi, è un distinto signore dai capelli grigi, sfumati di bianco e non più neri, con tanti ricordi nella mente che ci consegnano la stessa Piazza Portanova diversa da com’è, con figure ed esercizi scomparsi il “bar sette stelle”, “il palazzo del cetrangolo”, “la farmacia Nappi” dai vetri scuri, “la Spiga di grano”, “Montefusco” con la lana esposta nei sacchi dinanzi alla vetrina, “la gelateria Buonocore”, l’acquaiola “Margarita” e la “Singer” che organizzava corsi di taglio e cucito per le tante ragazze in cerca di autonomia, il femminismo dovrà ancora venire. Il tempo da Mario Plaitano ha un suono particolare, un ticchettio insistente che viene dagli innumerevoli orologi a pendolo e a cucù attaccati al muro e che nelle giornate uggiose Mario con dolcezza, spolvera e ricarica. La passione per questo oggetto, dopo tutto il tempo trascorso è intatta e lo spinge a trasmettere ai suoi nipotini, come già per i suoi figli, lo stesso attaccamento che lui ha provato, uno in particolare , il piccolo Mario, ma anche gli altri non sono da meno, che ogni sera, come chierichetto all’altare, segue suo nonno e l’aiuta a chiudere il negozio, gettando, prima, il paletto dietro al balcone e poi infilando le chiavi nella serratura, un rituale che preannunzia la continuazione e l’amore per il nobile oggetto del tempo.
Maria Serritiello

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Foto: Maria Serritiello

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Chiara Maci: da Agropoli a La7d passando per un FoodBlog. L’intervista.

chiara maci,sorelle in pentola,cuochi e fiamme chiara maci,blogger di cuochi e fiamme,riccardo rossi,fiammetta fadda,simone rugiati,la7d,foodblogger,intervista chiara maci,foto chiara maciNon è sicuramente passata inosservata ai più la presenza di programmi e format TV dedicati alla cucina, nei palinsesti dei principali Network televisivi nazionali che, da un  po’ di tempo a questa parte, offrono sempre più spazio a questo tipo di proposta. Un vero è proprio fenomeno che è stato e continua ad essere capace di catturare l’attenzione dei telespettatori che, sempre più numerosi, si dedicano alle vicende di semplici appassionati o di veri e propri cuochi che si cimentano nella preparazione di piatti e manicaretti in cucine che trovano la loro naturale collocazione in splendidi studi televisivi.
Ed è proprio sulla base di questa introduzione che, per il post di oggi, propongo la storia e la bellissima intervista a Chiara Maci, giovanissima FoobBlogger originaria di Agropoli, nonché volto noto della TV per merito della sua presenza nel fortunato programma ‘Cuochi e Fiamme‘ in onda su La7d.
Chiara, salernitana di Agropoli, 27 anni da poco compiuti ed una laurea in giurisprudenza, il 30 aprile del 2009 decide di abbandonare definitivamente il percorso formativo intrapreso fino al quel momento, per dedicarsi completamente a quello che oltre ad una passione, rappresenterà da questo momento in poi una delle sue principali attività: la realizzazione del foodblog ‘Sorelleinpentola‘ che cura e porta avanti insieme alla sorella Angela Maci. Sorelleinpentola, nel giro di poco tempo, grazie ai precisi e puntuali aggiornamenti, alla continua proposta di ricette, al taglio moderno dei post ed una politica comunicativa d’eccellenza, riesce a trovare il consenso dei frequentatori del Web e non solo… riesce a trovare anche il consenso degli autori del format televisivo ‘Cuochi e Fiammechiara maci,sorelle in pentola,cuochi e fiamme chiara maci,blogger di cuochi e fiamme,riccardo rossi,fiammetta fadda,simone rugiati,la7d,foodblogger,intervista chiara maci,foto chiara maci che reclutano Chiara nella squadra del programma in qualità di FoodBlogger con il compito di dover giudicare ed esprimersi sui piatti realizzati dai concorrenti. Il format è di quelli che funzionano: due concorrenti che si sfidano fra i fornelli, un giovane e brillante cuoco, Simone Rugiati, alla conduzione del programma e tre giudici Fiammetta Fadda (critica enogastronomica), Riccardo Rossi (popolare attore televisivo e teatrale) e per l’appunto Chiara Maci, ai quali viene assegnato il compito di stabilire il vincitore della puntata per mezzo della valutazione delle pietanze man mano realizzate. E’ inutile negare che il ruolo di Chiara è quello che affascina di più, senza nulla togliere a tutto il resto della squadra, poiché spesso a Chiara vengono chiesti e fatti fare frequenti paralleli e differenze fra quello che è il piatto realizzato e quella che è la tendenza e la preparazione dello stesso piatto proposto sui vari foodblog. Ne viene fuori un quadro interessante e curioso, dove i protagonisti sono ingredienti ‘alla moda’ ed ingredienti ‘retrò’, pietanze accantonate e piatti rivalutati.
Ho contattato Chiara, che si è dimostrata da subito una persona gentilissima e disponibile. Le ho fatto qualche domanda e ho realizzato questa intervista che ho il piacere di condividere con i lettori del Blog. Eccola:

chiara maci,sorelle in pentola,cuochi e fiamme chiara maci,blogger di cuochi e fiamme,riccardo rossi,fiammetta fadda,simone rugiati,la7d,foodblogger,intervista chiara maci,foto chiara maciVirgilioSalerno: Nel palinsesto televisivo dei maggiori Network Nazionali, spopolano i programmi che trattano di cibo ed arte culinaria, conquistando addirittura in alcuni casi l’ambito appuntamento in prima serata. Come ti spieghi questo, per alcuni versi, inaspettato successo? Cosa è cambiato rispetto a 10 anni fa?
Chiara Maci:Questo è in assoluto il momento ideale della cucina, a partire dai libri per arrivare alle rubriche dedicate e ai programmi televisivi. Credo che negli anni sia cambiato il concetto di cucina. Un tempo il cucinare era quasi sempre “riservato” alle donne casalinghe o alle persone che avevano il tempo di dedicarsi a questa splendida arte. Basti pensare alle ricette delle nonne, divine ma lunghissime nei tempi di preparazione. Negli ultimi anni invece sembra che il fenomeno si sia evoluto. Anche le donne che lavorano vogliono cucinare e vogliono mangiare sano. E lo stesso vale per i sempre più numerosi single, di entrambi i sessi. Questo comporta l’esigenza sempre più crescente di format dedicati alla cucina veloce e spiega molto semplicemente il perché del successo di libri semplici eppure efficaci.
VirgilioSalerno: Parliamo di FoodBlogger. Chi sono e cosa spinge tante persone ad aprire un blog che parla di cibo e, secondo te, è sufficiente una ‘semplice’ passione per la cucina per diventare foodblogger di successo?
Chiara Maci:I foodblogger sono da un lato semplici appassionati di cucina che sperimentano ogni giorno le proprie ricette e decidono di condividerle con il pubblico online. Ma sono anche i nuovi “giornalisti” food, che sfruttano un mezzo efficace ed immediato come il web per trasmettere emozioni, ingredienti e opinioni sui diversi abbinamenti. Bisogna sempre distinguere da chi un blog lo crea per pura passione e chi lo trasforma in lavoro. Nel secondo caso, per avere successo (e quindi lettori, commenti e decine di mail) bisogna avere costanza, non scoraggiarsi mai ma sopratutto essere sempre presente per i lettori. Io mi trovo a rispondere la notte a centinaia di mail, ma è una soddisfazione sapere che le persone hanno voglia e bisogno di un tuo consiglio.
VirgilioSalerno: Nel tuo blog Sorelleinpentola i richiami alla nostra terra, alla tua Agropolichiara maci,sorelle in pentola,cuochi e fiamme chiara maci,blogger di cuochi e fiamme,riccardo rossi,fiammetta fadda,simone rugiati,la7d,foodblogger,intervista chiara maci,foto chiara maci ed al tuo Cilento, sono continui. Quanto del tuo successo lo devi ad Agropoli ed al Cilento e cosa ti manca di più della tua terra?
Chiara Maci:Che emozione questa domanda. Tutti mi dicono sempre “tu che sei di Bologna”. Adoro Bologna, i suoi portici e la genuinità della gente. Ma c’è poco da fare. Io mi sento campana e cilentana al 100%, devo ammetterlo. L’unico posto in cui mi sento a casa è Agropoli, mio paese natale, e mi rendo conto che questo influenza tutti i giorni la mia cucina. Senza basilico, pomodori e limoni sorrentini e mozzarelle di bufala di Battipaglia, non potrei cucinare. Pur essendo un’appassionata di ricette etniche e orientali, il mio mood torna sempre ad essere campano. Cosa mi manca? il mare. Tremendamente. Ma chissà, la vita cambia da un momento all’altro e io ne sono la prova … probabilmente tornerò lì dove sono nata.
VirgilioSalerno: Hai dovuto abbandonare la provincia di Salerno giovanissima. Quali sono chiara maci,sorelle in pentola,cuochi e fiamme chiara maci,blogger di cuochi e fiamme,riccardo rossi,fiammetta fadda,simone rugiati,la7d,foodblogger,intervista chiara maci,foto chiara macisecondo te le difficoltà maggiori che oggi un giovane è costretto ad affrontare cercando di realizzarsi nella nostra terra? Credi che avresti avuto lo stesso successo pur restando ad Agropoli?
Chiara Maci:Ho “lasciato” Agropoli a 10 anni e, sono sincera, ringrazio i miei genitori di avermi dato l’opportunità di studiare a Bologna. Una città, è inevitabile, offre servizi e opportunità maggiori e ti permette di spaziare e di crescere. Ho poi lasciato Bologna, per Milano. Perché Milano era la città del lavoro, delle aziende e del marketing. Ma alla fine, quando ho scelto di creare una mia dimensione e di lavorare per me stessa, sono tornata a Bologna. E oggi potrei andare ovunque. Perché non ho più un vincolo di luogo e di stabilità. Certo per crescere lavorativamente sono necessarie strutture adeguate che nel Sud Italia molte volte non sono presenti o sono presenti ma non funzionanti. Questo scoraggia molti ragazzi e li costringe a rinunciare ai propri sogni. Non è così che deve andare. Vorrei che i miei coetanei non si trovassero mai nella posizione di dover rinunciare ai propri obiettivi. Credendoci davvero, si possono cambiare i disagi del Sud e si possono trasformare in punti di forza. Basta tanto impegno e tanta Voglia. E non solo dei giovani.
VirgilioSalerno: E’ proprio il caso di dirlo: Cosa bolle in pentola nel futuro di Chiara?
Chiara Maci:Intanto un libro, in uscita a settembre. Poi tantissimi progetti, a partire da corsi di cucina itineranti, la nuove puntate di Cuochi e Fiamme, i nuovi lavori con le aziende food. E tante, tante, nuove ricette. (e nel frattempo, vacanze cilentane)
VirgilioSalerno: Ci saluti consigliandoci un menù completo tipico cilentano, partendo dagli antipasti ed arrivando al dolce, passando ovviamente per i vini?
Chiara Maci:Scelgo pesce, anche se il Cilento è famoso per i piatti di carne. Inizierei da un’acqua sale con mozzarella di bufala di Battipaglia, pomodorini e pesto di basilico, poi Scialatielli con i frutti di mare, Baccalà al latte con patate, capperi e olive nere  e per finire, fichi secchi ripieni di mandorle e ricoperti di cioccolato! Tutti piatti-ricordo della mia infanzia… Per il vino restiamo in tema con un Cilento Bianco, no?

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Foto: Chiara Maci
Video: La7 on YT

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Renato, il Boss delle torte salernitano

Le Torte di Renato.jpgPrendendo in prestito il nome di un noto format televisivo di successo made in USA, per l’appunto ‘Il Boss delle Torte’, oggi conosciamo Renato Ardovino, il famosissimo Cake Designerrenato-ardovino-cake-designer.jpg italiano che con le sue torte ha raggiunto un successo incredibile tanto da rendere Renato uno dei maggiori esponenti nel panorama italiano del Cake Design. Un successo che aumenta quotidianamente in maniera esponenziale e basta guardare i numeri di Renato, che molti di voi conoscono grazie al gruppo su Facebook ‘Le torte di Renato‘ che attualmente conta poco meno di 21.000 iscritti ed il suo Sito Internet www.letortedirenato.it, cliccatissimo ogni giorno. Con richieste che gli arrivano da tutta Italia e con l’attenzione catturata dalle meravigliose creazioni di Renato (le foto parlano da sole), quello che delle volte sfugge è che il Buddy Valastro nostrano è salernitano, per la precisione della splendida Paestum, alla quale deve il suo amore per l’arte e di conseguenza il suo successo. Ma scopriamone i segreti e conosciamo Renato, con il quale abbiamo avuto una cortese chiacchierata e che ringrazio davvero per il tempo che ha dedicato ai lettori del blog.
Cake Design Le Torte di Renato (2).jpgVirgilioSalerno: Ciao Renato e benvenuto. In tanti ti conoscono come Renato e per le tue torte, ma chi è davvero Renato Ardovino?
Renato Ardovino:
Mi chiamo Renato Ardovino e sono originario di Paestum: una terra antica che ha sempre ispirato il mio più grande amore: quello per l’arte! Da alcuni anni questo amore si è affiancato ad un’altra grande passione: quella per la pasticceria. Non avrei mai pensato che da una confezione di zucchero, consegnatami per sbaglio da un mio fornitore, sarebbe potuto venir fuori tutto ciò! Oggi l’attività di cake design mi riempie le giornate e le richieste per le mie creazioni arrivano dappertutto. Ho sempre desiderato lavorare nel campo dell’arte e oggi, per me, si è realizzato un sogno
VirgilioSalerno: Come si diventa Cake Designer?
Renato Ardovino:
Nel nostro paese non esiste un percorso “ufficiale” per intraprendere questa professione poiché si tratta di un’arte da poco importata in Italia. Di base bisogna essere sicuramente dei bravi pasticcieri con uno spiccato senso estetico e una notevole abilità nel campo delle belle arti. Io ho frequentato la scuola d’arte e successivamente ho iniziato la professione di chef. Solo in un secondo momento mi sono appassionato alla pasticceria. Svolgo l’attività di pasticciere da circa  dieci anni e oggi, nel cake design, metto in campo tutto quanto ho potuto acquisire durante gli studi e l’esperienza sul campo, nonchéTorte Cake Design (2).jpg quanto ho potuto sperimentare negli anni nell’attività di pittura e scultura che ho sempre portato avanti.
VirgilioSalerno: Hai deciso di condividere la tua creatività e la tua arte con tutti coloro che vogliono avvicinarsi al Cake Design. Cosa proponi a chi voglia intraprendere questa esperienza?
Renato Ardovino:
A chi volesse intraprendere questo percorso consiglio di iniziare dalle basi della pasticceria e dallo studio delle principali tecniche artistiche. L’approfondimento del cake design può essere portato avanti in un secondo momento affiancandosi a bravi professionisti italiani o stranieri o anche affidandosi a dei validi testi di settore che, attualmente, si incominciano a trovare anche nel nostro paese. Entro  l’anno in corso uscirà anche un mio libro con la spiegazione delle principali tecniche della Sugarcraft. Questo temine sta ad indicare l’arte della decorazione ed è la summa della vasta gamma di tecniche applicabili. Il  Cake Design, invece, si colloca a monte della Sugarcraft e consiste della progettazione e nella ideazioni artistica della torta. In questo aspetto, per emergere, molta importanza assume l’attitudine individuale all’originalità, all’estro artistico, al buon gusto.
Le Torte di Renato Cake Design.jpgVirgilioSalerno: Quanto tempo impieghi a realizzare una torta per un matrimonio, ad esempio, e quante persone vi lavorano?
Renato Ardovino:
Dipende molto dal tipo di torta. Può essere un lavoro di un solo giorno o anche di alcune settimane soprattutto se si tratta di inserire nella composizione delle sculture. In genere siamo in quattro a lavorare alle mie creazioni. Io mi occupo della ideazione  e del design iniziale secondo le esigenze del cliente e poi intervengo nella fase finale, insieme ad un mio collaboratore, per le realizzazione delle farciture e delle decorazioni più importanti. Altre persone si occupano della realizzazione delle basi edibili e della ganache. È inutile specificare che, pur non intervenendo operativamente, sovraintendo a tutte le fasi della lavorazione.
VirgilioSalerno: Ad oggi qual è stata la richiesta per la torta più particolare che hai realizzato?
Renato Ardovino:
Le richieste particolari sono all’ordine del giorno. Oramai non mi meraviglio più di nulla! Le richieste più impegnative di solito provengono da gli Event Planner più esigenti. La richiesta più originale è proprio di questi giorni. Ancora non posso parlarne liberamente e pubblicare le foto poiché esse potranno essere rese pubbliche soltanto tra unTorte Cake Design.jpg mese.
VirgilioSalerno: Quale torta sogni ti venga commissionata prima o poi e perchè?
Renato Ardovino:
Le mie torte spesso servono ad allietare i giorni di festa dei bambini. E in genere si tratta di bambini già molto fortunati. Sarebbe un sogno realizzare una torta che potesse far gioire tutti quei bambini poveri che, vivendo in contesti economici e sociali infelici, non possono rallegrarsi delle mie creazioni.
VirgilioSalerno: Quanto è stato difficile/facile realizzarsi qui nel salernitano?
Renato Ardovino:
E’ stato relativamente facile poiché professionalità come la mia sono ancora  molto poco  diffuse o conosciute. Fondamentale è farsi conoscere per consentire al pubblico di poterti apprezzare.

Ringrazio ancora Renato per la disponibilità e vi ricordo il suo Sito Internet ufficiale raggiungibile al seguente indirizzo: www.letortedirenato.it mentre la sua pagina Fan su Facebook e raggiungibile qui: Le torte di Renato

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Foto: letortedirenato.it fotografia, regia, realizzazione e Direzione Artistica a cura di FashionstudioADV

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L’intervista: Carla Polverino, Direttore Rete1

Carla Polverino Salerno.jpgNello scorso mese di Ottobre è iniziata l’avventura di Rete1 Salerno, nuova emittente televisiva salernitana che, nel giro di pochissimi mesi sta raccogliendo sempre più consensi e prepotentemente, ma soprattutto con merito, si è distinta per la qualità e la puntualità dei contenuti proposti ai telespettatori. Una squadra brillante, giovane e dinamica alla guida della quale c’è Carla Polverino, volto noto del panorama giornalistico salernitano, nonchè Direttore Responsabile della nuova emittente. Con Carla abbiamo avuto una piacevole chiacchierata durante la quale abbiamo parlato di lei, di Rete1, di Salernitana, di Salerno e tanto altro ancora:

ViriglioSalerno: Come si diventa Direttore di un’emittente televisiva a Salerno, nello specifico Rete1?
Carla Polverino: Dunque, come si diventa Direttore? Beh, non c’è una scuola particolare e perRete1 Salerno.jpg quello che mi riguarda neanche la classica “spintarella”, che nel nostro mestiere è presente in moltissimi casi. Rete1 è nata da una scommessa con un imprenditore salernitano, Gerardo Pugliese, che ha avuto fiducia in me e mi ha concesso una grandissima opportunità. Gli sarò sempre grata per quello che ha fatto per me e spero che possa avere tutti i riconoscimenti che merita nei vari settori in cui opera perchè è veramente una brava persona, oltrechè un ottimo imprenditore. Un grazie speciale anche a Mario che ha creduto in me e che continua a farlo. Grazie!

ViriglioSalerno: Presentaci Rete1 e raccontaci come ed in cosa si differenzia Rete1 rispetto alle altre Tv Locali Salernitane.
Carla Polverino: Rete1 Salerno è una tv giovane nata dallo scorso mese di ottobre ma che ha già raggiunto importanti risultati nel panorama dell’ informazione locale. La Redazione è composta da tanti giovani interessanti e di prospettiva: Vincenzo Saponiero, Elvira Ragosta e Domenico Gramazio. Indispensabili i tecnici: Giancarlo Fedone, Mario Lo Bianco, Ernesto Natella e Paolo Liguori. La differenza sostanziale dalle altre emittenti che rappresentano comunque un punto di riferimento importante nella città di Salerno è che Rete1 è una tv giovane, libera ed aperta a tutti. Niente censure, bavagli o politicizzazioni del caso. L’informazione libera è il nostro cavallo di battaglia.

Carla Polverino Salerno 1.jpgViriglioSalerno: Quanti pregiudizi (eventuali) hai dovuto superare nel tuo lavoro e nel corso della tua carriera in quanto donna ambiziosa che sta cercando di emergere nella realtà giornalistica/televisiva salernitana?
Carla Polverino: Guarda, sul discorso dei pregiudizi potremmo scrivere un capitolo a parte. Sono davvero dispiaciuta perchè nonostante si parli di uguaglianza e parità di diritti tra uomo e donna, nel mio caso, ho trovato di fronte muri altissimi e critiche feroci oltrechè situazioni difficili di ogni genere. Parlo di me, ripeto, ma posso affermare con certezza che i pregiudizi ci sono eccome anche se, dopo iniziali ed ovvi momenti di rabbia la prendo con filosofia. Se cercano di pestarmi i piedi vuol dire che sono scomoda perchè valgo.

ViriglioSalerno: Chiacchierare con Carla Polverino inevitabilmente comporta un passaggio obbligato sulla Salernitana. Rete1 è stata la prima emittente televisiva ad ospitare il neo Presidente della Salernitana Joseph Cala in uno studio televisivo. Che idea ti sei fatta a riguardo del vulcanico presidente?
Carla Polverino: E’ troppo presto per giudicare Cala come presidente della Salernitana. Certamente a lui va ascritto il merito di evitare ilTg Rete1 Salerno.jpg fallimento della società granata, ora però viene il difficile e cioè mettere a posto le carte, pagare i calciatori e ripianare i debiti ingenti della passata gestione, e poi soddisfare le esigenze dei tifosi che altro non chiedono che la promozione in serie B. A loro di soldi, debiti e quotazioni in Borsa interessa poco, quello che conta è il risultato sportivo. Adesso possiamo soltanto attendere e seguire il corso degli eventi, poi si vedrà.

ViriglioSalerno: Dovessi scrivere oggi 4 righe di presentazione su Salerno, cosa scriveresti e come definiresti il tuo rapporto con la città di Salerno?
Carla Polverino: Salerno? La amo! E’ la mia città, la piu’ bella di tutte. Spesso dimentichiamo quanto siamo fortunati a svegliarci e guardare il mare…

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Foto: Carla Polverino on FB; Rete1.

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La gufata dell’anno!

gufata dell'anno.jpgUna simpaticissima curiosità per il post di questo lunedì, tanto per iniziare la settimana con un sorriso. Ci troviamo allo stadio “Fortunati” di Pavia, in occasione dell’incontro valido per il Campionato di Lega Pro Divisinone A: Pavia –La gufata dell'anno salerno.jpg Salernitana. Una partita come tante che vede impegnata la Salernitana in un match che potrebbe rappresentare la svolta in positivo del campionato dei granata. Al 53° l’arbitro dell’incontro,  Giuseppe Sguizzato di Verona assegna una punizione a favore della Salernitana per fallo commesso su Dino Fava. Sul pallone si presenta al tiro dalla distanza Adriano Montalto, già a segno nel primo tempo e pronto per tentare di battere nuovamente il portiere avversario.  Ed è in questo momento che dal settore riservato alla tifoseria salernitana, Maurizio Golia un grandissimo tifoso granata, come fosse un veggente infallibile, prevede l’imminente realizzazione della punizione da parte di Montalto,  con tanto di comunicazione al portiere del Pavia, tanto di conto alla rovescia che precede il goal ma soprattutto con tanto di video (che sta letteralmente spopolando su tutti i Social Network e su YouTube) che ne documenta  la previsione azzeccata, gli attimi precedenti al goal ed i relativi festeggiamenti. Un simpaticissimo siparietto nel quale si possono intravedere anche  i volti increduli dei due raccattapalle ed un fugace sguardo da parte del portiere del Pavia alla ricerca del tifoso Mago. Ecco il video:
AGGIORNAMENTO: a questo indirizzo è disponibile la puntata di “Striscia lo Striscione” andata in onda il 14.02.2011 e nella quale è stato trasmesso il filmato (Complimenti a Maurizio); mentre QUI il video su “Il Corriere dello Sport“.

 

LA GUFATA DELL’ANNO a Striscia lo Striscione

 

Striscia lo striscione.jpgAGGIORNAMENTO: a questo indirizzo è disponibile la puntata di “Striscia lo Striscione” andata in onda il 14.02.2011 e nella quale è stato trasmesso il filmato (Complimenti a Maurizio); mentre QUI il video su “Il Corriere dello Sport“.
Ma chi è il “Mago”? Il Mago si chiama Maurizio Golia nato a Salerno ma residente a Brescia per esclusive ragioni lavorative. Prima di trasferirsi aMaurizio Golia.png Brescia ha tentato di realizzarsi qui a Salerno senza purtroppo riuscirci come spesso accade.  Alla prima partecipazione ad un concorso in quel di Brescia, invece, è risultato vincitore ed ha quindi suo malgrado dovuto abbandonare Salerno dove attualmente risiedono il fratello e la madre. Oggi Maurizio è Medico Legale e segue i granata in quasi tutte le trasferte del nord sotto il vessillo “Brescia Granata” insieme ad altri Salernitani residenti nel nord Italia. Inoltre Maurizio è recidivo e ci racconta:
Maurizio:In effetti c’è un precedente: nella partita Cremonese – Salernitana eravano dietro la porta della Cremonese e Merino con una fantastica punizione aveva portato in vantaggio la Salernitana, in quell’occasione pensai di fare la stessa cosa di Pavia ma non fui abbastanza pronto,  domenica invece è andata bene… naturalmente per la Salernitana!
Da domenica in poi, tutta la Salerno sportiva gli chiede di seguire la Salernitana in tutte le trasferte, così da poter  continuare a prevedere tantissimi altri Goal a partire proprio da Lunedì prossimo quando i granata saranno di scena a La Spezia per un match delicatissimo. Gli avverarsari, da oggi in poi dovranno preoccuparsi, oltre che degli attaccanti granata, anche  di Maurizio. I portieri sono avvertiti!

Salerno Smiling People
Foto: LostInStereo57 prt-scrn on YT
Video: LostInStereo57 on YT e MacDuke79 on YT
Special Thanks: Marina e Duke_79

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Angelo Nairod, un talento tutto Salernitano

Angelo_Nairod_01.jpgSpesso parliamo di talenti nostrani, di cervelli e di menti che il nostro territorio è capace di far crescere e formare e spesso restiamo impressionati per le qualità espresse da questi ultimi, proprio come il talento puro e cristallino di cui ci occuperemo oggi. Un ragazzo di appena 22 anni, un vero artista della fotografia che, nonostante la giovanissima età, conta già numerose collaborazioni artistiche, presenze in mostre collettive e che sta catturando giorno dopo giorno l’attenzione degli addetti ai lavori, di appassionati di foto e delle principali riviste che siAngelo_Nairod_02.jpg occupano di arte e fotografia. Si chiama Angelo Nairod, giovane di Salerno ed oggi ho il piacere di farvelo conoscere grazie a questa bella chiacchierata che ho avuto con lui e che ovviamente vi riporto.

VirgilioSalerno: Chi è Angelo Nairod?
Angelo Nairod:
Mi chiamo Angelo Nairod, ho 22 anni e studio Biotecnologie e Ritratto Fotografico.
Mi piace molto (oltre la fotografia) la musica pop, la moda, i film di Fellini, gli anime di Hayao Miyazaki e la cucina cinese.
Ho collaborato con lo scrittore finalista al premio Strega Nicola Lecca per il suo romanzo ‘Il Corpo Odiato’ – edito da Angelo_Nairod_03.jpgMondadori – con una serie di scatti che affrontano il tema dell’Anoressia Nervosa. Ho preso parte a svariate collettive – Love art, Massenzio Arte e Riciclarti 2010 dove ho partecipato con una serie di ritratti che affrontano il problema dello smaltimento dei rifiuti in Campania. Sono state allestite due personali – una a Trieste nel bar-libreria KNULP e l’altra a Milano presso il Mono Bar – a cura dell’associazione culturale Daydreaming, sul cui magazine – DDMAGAZINE – sono stato pubblicato nel numero di Marzo 2010.
Ha collaborato con varie riviste specializzate e non: nel mese di maggio 2010 la rivista FotoCult mi ha dedicato un articolo di quattro pagine scritto da Elena Ovecina. Altri articoli sono presenti su La Voce dei Comuni, Il Piccolo di Trieste e L’unione Sarda.
VirgilioSalerno: Ci racconteresti come nascono i tuoi scatti?
Angelo Nairod:
I miei scatti nascono dal mio mondo interiore. Un’idea, una pubblicità, una canzone, un videoclip musicale, una notizia di cronaca, gossip, qualsiasi cosa catturi la mia attenzione, viene filtrata dal mio “Universo”, dal mio modo di vedere le cose – e trasformata in foto. Una volta avuta l’ “ispirazione”, penso a come voglio realizzare la foto: scelgo i soggetti e gli oggetti (vestiti, accessori, make-up). CercoAngelo_Nairod_04.jpg di pensare tutto nei minimi dettagli. È chiaro, però, che una volta preparato tutto, fosse anche nel più accurato dei modi, l’attimo di cattura è sempre affidato al caso, alle condizioni che si vengono a formare: interazione con il modello, capacità comunicativa di tutte le persone che lavorano con me, stato d’animo etc. L’attimo della cattura resta sempre un processo quasi alchemico, magico e oscuro.
VirgilioSalerno: I tuoi scatti raccontano …?
Angelo Nairod:
Non c’è un tema preciso, come detto. Do grande importanza all’attualità e ai conflitti generazionali. Alla Logica dei Contrasti.
I contrasti formano e caratterizzano il mondo. Le mie foto affrontano i più “famosi” contrasti di sempre: Amore/Morte, Bello/Brutto, Uomo/Donna, e quelli più tormentati della nostra generazione epocale: Omosessualità/Fede, Purezza/Sessocrazia, Nevrosi/Razionalità, GlobalizzazioneIndividualità.
Il mio animo è pop. Sono cresciuto negli anni 90, periodo in cui la musica dava l’avvio alle prima boy e girl band di massa: L’unico linguaggio che conosco e che vorrei usare è il pop: le mie foto sono caratterizzate da colori fluo, Angelo_Nairod.jpgappariscenti, accessori sgarcianti e patinati. Ogni mia foto nascere per essere prima di tutto un “party”, una festa evocativa in cui divertirsi e magari a fine serata, perchè no, riflettere!
VirgilioSalerno: Che rapporto hai con Salerno e soprattutto, quanto penalizza o eventualmente aiuta secondo te vivere qui a Salerno per un giovane talentuoso come te?
Angelo Nairod:
Salerno è una città che amo tantissimo. Sicuramente offre molto poco da un punto di vistaAngelo_Nairod_05.jpg artistico, si potrebbe fare e si dovrebbe fra tanto per cercare di renderla una città importante dal punto di vista delle arti.
VirgilioSalerno: Dovessi fotografare Salerno domani, quale Set sceglieresti e quali elementi introdurresti per raccontarla?
Angelo Nairod:
Io amo molto la periferia di una città, quello che si tende a nascondere. Sono dell’idea che il centro di una città sia un po’ come il salone di una casa: sembra tutto bello, o quasi. Ma per vedere le cose come stanno bisogna vedere la cucina, i bagni, il ripostiglio: la periferia, appunto. Salerno offre molti posti fantastici, decadenti, pieni di storie antiche e misteriose, in periferia – e questi posti si sono rivelati ambientazioni davvero straordinarie.

Per poter visionare gli altri lavori di Angelo è possibile collegarsi al suo Flickr ufficiale cliccando qui. L’appuntamento è per lunedì 10 Gennaio con il nuovo post, non prima di aver fatto tutti gli in bocca al lupo del caso ad Angelo e non prima di ricordarvi le previsioni meteo a cura del nostro Fabrizio.

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Foto: Angelo Nairod Le foto sono di proprietà di Angelo Nairod (Tutti i diritti riservati)

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E’ Nando il salernitano del GF11

Ferdinando_Giordano_Salerno.png*Aggiornamento del 19 Ottobre 2010: Parecchie anticipazioni su Ferdinando Giordano erano esatte, altre no. Nando è nato e vive a Salerno, ha 30 anni e fa il commesso da Foot Locker a Napoli, capoluogo campano cheAlessandro_Salerno_Grande_fratello_11.png raggiunge viaggiando ogni giorno. E’ Alto 1 metro e 87 cm e pesa 82 kg. Mentre c’è un altro salernitano che la settimana prossima potrebbe entrare a far parte della casa del Grande Fratello e si chiama Alessandro, musicista di 37 anni di Salerno

Si chiama Ferdinando Giordano (il figlio del camorrista di cui si è fatto un gran parlare in questi giorni), 25 anni 30 anni di Salerno il tanto chiacchierato concorrente salernitano che questa sera (lunedì 18 ottobre) dovrebbe entrare nella casa del Grande Fratello, l’edizione numero 11 del programma che andrà in onda su Canale 5 ogni lunedì sera e che sarà condotto da Alessia Marcuzzi ed i cui open cast quest’Estate si sono tenuti proprio a Salerno il 30 ed il 31 luglio 2010 (occasione durante la quale, molto probabilmente, Ferdinando avrà effettuato il provino). 
Ferdinando è il concorrente salito alla ribalta della cronaca nazionale nei giorni scorsi, prima ancora dell’inizio del Grande Fratello 11, poichè sarebbe il figlio di un ex camorrista salernitano, scomparso tempo a dietro per una malattia ed accostato al clan dei Casalesi (da quanto letto ed affermato da diverse fonti in Rete). Un fardello non indifferente per il giovane ragazzo di Salerno che attualmente risiede a Roma Salerno, dove lavora come commesso presso un negozio (Foot Locker) del centro di Napoli .
Il nome è venuto fuori grazie ad uno scoop del quotidiano L’Unione Sarda che ha riportato per primo ed in anteprima le generalità di Ferdinando e di cui vi riporto fedelmente ed integralmente l’articolo a cura di Francesca Figus.

Grande Fratello: nella casa dove la realtà diventa reality
di Francesca Figus

Una domanda: perché nel resto del mondo il Grande Fratello chiude e da noi continua ad andare, e bene? Un sociologo, un giorno, ha provatoFerdinando_Giordano_Salerno.jpg a spiegare che un aspetto fondamentale della nostra autostima riguarda il giudizio che gli altri hanno di noi, il modo con cui ci guardano, il modo in cui ci valutano. E infatti il motivo principale del nostro conformismo, del fatto che ci adattiamo ai gusti e ai valori della maggioranza, è il desiderio di essere socialmente apprezzati. Ecco perché ci interessa così tanto il Grande_Fratello_Open_Cast_11_Provini.jpgcomportamento degli altri: per capire cosa fa la maggioranza e poterla imitare, allontanando il rischio di essere criticati. Ecco perché, sostiene il sociologo, guardiamo Grande Fratello: perché imitando la realtà, ci dà una chiave per viverla.
D’altronde, questi sedici nuovi concorrenti sono un pezzetto di noi – con i nostri vezzi, i nostri errori, le nostre voglie, i nostri difetti. Lunedì, dentro quella casa bianca e bella, ci saranno donne e uomini che sono tutto e un po’, persino cronaca. Prendi Ferdinando Giordano, 25 anni, provincia di Salerno. È figlio di un camorrista – e il nome lo dà, in anteprima nazionale, l’Unione Sarda: perché i nomi dei sedici concorrenti sono ancora segreti. Figlio di sangue e di fughe, figlio di bugie, galera, proiettili, omertà. La sua storia, la storia di un ragazzo alla disperata ricerca di un futuro, vi dividerà. Ferdinando Giordano vi commuoverà o vi indignerà? Perché scegliere la televisione per provare a inventarsi una vita nuova e non l’indifferenza silenziosa di una grande città? Lui, che vive a Roma con la madre e la sorella; la terza media in tasca; un lavoro di commesso in centro. Lui, che questo padre l’ha sempre amato ma mai capito, aiutato, difeso. Lui, che fa che il reality diventi realtà e la realtà diventi reality.
” (fonte: unionesarda.it)

Il nome di Ferdinando è venuto fuori soltanto domenica 17 ottobre, motivo per il quale non sono riuscito a reperire tantissime informazioni riguardo Ferdinando. Per quel poco che mi hanno raccontato, Ferdinando (o Nando, come lo chiamano gli amici) è un ragazzo molto tranquillo, assolutamente lontano dal mondo e dalle ottiche alle quali è stato accostato il padre, con una grande passione per il cinema ed assiduo frequentatore del cinema The Space, ex Medusa Multisala dove, parrebbe abbia anche girato parte del video di presentazione che andrà in onda questa sera.
Sui forum a tema in Rete, si fa già un gran parlare e non mancano i pareri discordanti per la presenza di Ferdinando al Grande Fratello 11. Questa sera ne sapremo un po’ tutti qualcosa in più.

*Aggiornamento del 19 Ottobre 2010: Parecchie anticipazioni su Ferdinando Giordano erano esatte, altre no. Nando è nato e vive a Salerno, ha 30 anni e fa il commesso da Foot Locker a Napoli, capoluogo campano che raggiunge viaggiando ogni giorno. E’ Alto 1 metro e 87 cm e pesa 82 kg. Mentre c’è un altro salernitano che la settimana prossima potrebbe entrare a far parte della casa del Grande Fratello e si chiama Alessandro, musicista di 37 anni di Salerno

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Foto: *MAleSSIaMO®; mondoreality.com; unionesarda.it

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Danilo è Mister Gay Campania

Danilo_Galantucci_2.jpgE’ il salernitano Danilo Galantucci ‘Mister Gay Campania 2010‘, ha 25 anni ed ha sempre vissuto a Salerno, città nella quale vorrebbe realizzarsi; concorrerà per la Campania alla finale nazionale del concorso di cui in precedenza ed oggi lo conosciamo.
Ha frequentato il liceo scientifico “L. Da Vinci” ed attualmente studia medicina veterinaria alla Federico II di Napoli. Per circa 13 anni ha giocato a calcio facendo anche parte del settore giovanile di una squadra professionista, poi, intorno ai 18 anni, si è fermato a Salerno, vestendo la maglia dell’Audax Salerno, la seconda squadra cittadina all’epoca e, con questa squadra, ha disputato 4 campionati di promozione, prima diMister_Gay_Italia.jpg appendere la scarpette al chiodo. Amante dello sport, cerca di tenersi in forma allenandosi in palestra con costanza: “Mi piace sudare per ottenere risultati, e questo principio lo applico anche per la cura del corpo. Per me il corpo è il tempio dell’anima, per questo ho un rifiuto per chi lo deturpa con fori e tatuaggi, per chi ha il culto del dolore, e per coloro che hanno il culto della morte.”
Danilo adora gli animali pur non essendo nè animalista nè vegetariano, passione che lo ha spinto a studiare medicina veterinaria. Il suo obiettivo è quello di diventare un buon medico veterinario, con il sogno di poter un giono aprire una struttura all’avanguardia come le strutture presenti in tante città europee, una sorta di Onlus sovvenzionata da Stato e privati con lo scopo di aiutare tutti gli animali e tutte quelle persone che hanno animali, ma che magari sono in difficoltà economiche tali da non potersi permettere le cure adeguate per i loro “amici”. L’obiettivo minimo invece sarebbe quello di aprire un pet shop solidale, presenti da tempo in tutta Italia.
Con Danilo ho fatto una lunga ed interessantissima chiacchierata, tutta ma proprio tutta da leggere. Ve la propongo.

Danilo_Galantucci_2.jpgVirgilioSalerno: Come sei venuto a conoscenza del concorso Mister Gay Campania?
Danilo:‘MisterGAYitalia’ nasce nel 1997 da un’idea di Corrado Fumagalli, patron del concorso fino al 2009, che volle seguire le orme di simili manifestazioni che già si tenevano negli altri paesi europei. Mister Gay Italia è una manifestazione a carattere nazionale volta ad eleggere il ragazzo italiano gay che, oltre ad avere indubbie qualità estetiche, è più rappresentativo del mondo omosessuale in termini di visibilità e impegno sociale.
“VirgilioSalerno: E’ la prima volta che parteciti alle selezioni regionali di Mister Gay?
Danilo:Ovviamente per me non è una novità, sapevo dell’esistenza di questo concorso da sempre, e lo scorso anno avevo già pensato di partecipare, ma alla fine ho deciso di non farlo visto che non ne ero convintissimo. Quest’anno invece mi andava di farlo, mi andava di mettermi in gioco, di sfidarmi, non pensavo di vincere, non pensavo nemmeno di superare la prima selezione ed invece il 24 giugno al Cabaret Porta Alba a Napoli, sono estato eletto Mister Reinas – Mister Gay Campania 2010.
VirgilioSalerno: Quali i prossimi appuntamenti di avvicinamento alla fase finale di “Mister Gay Italia”?
Danilo:Io il 19 agosto sarò a Torre del Lago al ‘Mamamia’ per la prima serata della finale nazionale. Non so precisamente quanti ragazzi saremo, so solo che dalla prima serata solo 7 passeranno alla serata successiva per concorrere con i 2 ragazzi provenienti dalle semifinali di Roma e Padova al titolo di ‘Mister Gay Italia’. Quindi il 19 agosto ci sono due semifinali a Roma e Padova, mentre la prima serata della finale si terrà il 19 agosto a Torre del Lago Puccini, così come la seconda serata conclusiva del 20 agosto alla discoteca Mamamia.
VirgilioSalerno: Ci racconteresti la serata della finale regionale e le tue emozioni?
Danilo:E’ stata una bella serata, non ero emozionato visto che comunque in passato avevo già partecipato ad altri concorsi e ad altreDanilo_Galantucci_3.jpg selezioni non rivolte esclusivamente a ragazzi che amano altri ragazzi. Eravamo in 17 all’inizio, c’è stata una prima votazione della giuria per eliminarne 7, dopodichè ha votato il pubblico e da 10 ne siamo rimasti in 5. Alla fine ha votato ancora la giuria e ha eletto i primi 3 classificati. Il secondo classificato è anche un ragazzo di Salerno, mio amico che andrà a fare la semifinale nazionale il 19 agosto al Gayvillage di Roma.
VirgilioSalerno: Qual è il tuo rapporto con Salerno?
Danilo:
Il mio rapporto con Salerno è di assoluto amore. Amo ogni angolo della mia città. La trovo una città fantastica, certo non ha una storia paragonabile alle grandi città come Roma, Napoli, ma ha un fascino almeno per me indescrivibile. Vivendo per maggior parte della settimana a Napoli, per motivi di studio, quando ritorno a Salerno in pullman, in autostrada, subito dopo la curva di Vietri si apre alla vista tutto il panorama del golfo di Salerno con il porto, il lungomare e il castello Arechi che sovrasta la città. A quella vista non posso fare altro che abbozzare un sorriso per esprimere il piacere di essere tornato nella mia città.
Danilo_Galantucci_4.jpgVirgilioSalerno: Credi che Salerno ed i salernitani, in merito alla problematica dell’integrazione del mondo gay, rappresentino una città tollerante, indifferente, bigotta e perchè?
Danilo: “Salerno non la vivo come una città intollerante nei confronti della comunità GLBT (gay, lesbo, bisex e trans). Certo non è sempre tutto oro ciò che luccica, però è una gran prova di tolleranza il bar Gayfriendly TEKA BEGA nel cuore del centro storico della città, fulcro della movida salernitana. Fino ad oggi non ho sentito notizie di particolari episodi di intolleranza verso “persone che amano persone dello stesso sesso”. A me non piace parlare di mondo gay e mondo etero. Facciamo parte tutti dello stesso mondo, non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Abbiamo tutti il diritto di vivere in assoluta libertà e di amare chi sceglie il nostro cuore aldilà se amiamo una persona dello stesso sesso o di sesso opposto. In ogni caso urge in italia una legge che tuteli le unioni di fatto tra persone dello stesso sesso e non solo. Siamo, insieme alla Grecia, l’unica nazione a non riconoscere diritti alle coppie dello stesso sesso e rappresentiamo un’eccezione in Europa e tra i paesi avanzati. La discriminazione che impedisce alle coppie omosessuali di accedere all’istituto del matrimonio è tanto inaccettabile quanto assurda per uno Stato che vanta i valori dell’uguaglianza e della libertà dei suoi cittadini.
VirgilioSalerno: Cosa è per te l’orgoglio gay?
Danilo:Sinceramente non mi sono mai posto questa domanda. Generalmente il concetto orgoglio gay è associato al gay pride. Io non lo so, non so cosa rispondere. Per me non si dovrebbe essere orgogliosi nè di essere eterosessuali nè di essere omosessuali. Io sono orgoglioso di essere me stesso senza per forza una ghettizzazione in termini di gusti sessuali. So solo che se potessi scegliere nella prossima vita vorrei essere gay esattamente come oggi.
VirgilioSalerno: Hai già fatto coming out? Se si, con chi in che modo e quali le reazioni?
Danilo:Beh, ho sempre vissuto la mia vita pensando alla mia felicità ed egoisticamente al mio benessere. Faccio coming out da sempre, daDanilo_Galantucci_5.jpg quando ho preso consapevolezza di me e lo faccio con naturalezza e spontaneità. Rendere normale ciò che per molti appare innaturale è il mio modo di essere. Vivo pensando a questo e così di me lo sanno in molti se non tutti. I miei amici per primi. I cugini poi, i compagni di calcio, di università, mio fratello e mia cognata ed infine i miei genitori. A quasi tutti l’ho detto tranquillamente… quando mi si rivolge la domanda: ‘Danilo sei fidanzato?’ io rispondo… ‘si, con un ragazzo’! E noto quello che dovrebbe essere il mio imbarazzo sul volto delle persone con cui mi relaziono. E non cambia nulla, almeno sino ad oggi sono stato fortunato. Con i miei genitori ho avuto un pò più di difficoltà ed ho cercato di trarre il meglio e ciò che di positivo potevo prendere da una situazione di pettegolezzi di vicinato. Anche con i miei alla fine ne ho parlato tranquillamente. Ci sono state domande imbarazzanti e difficili, ma alla fine ho capito di avere una famiglia magnifica. E’ stato più semplice di ciò che mi aspettassi. Ho avuto la conferma del valore della mia famiglia e questo sì che mi ha reso davvero orgoglioso. Orgoglioso di avere dei genitori così.
VirgilioSalerno: In conclusione, quale, a tuo avviso, il luogo comune associato alla realtà gay che più ti infastidisce o che più non si avvicina alla realtà?
Danilo:A questa domanda rispondo volentieri, perchè di luoghi comuni sulla realtà gay ce ne sono moltissimi. Se non troppi 😛 Il luogo comune che più mi infastidisce è quando i mass media paragonano tutti i gay a delle “pazze urlanti” o a “donne nel corpo di un uomo”. Purtroppo siamo bombardati dagli stereotipi propinati dalla tv e dai mass media, perchè sono gli stereotipi che catturano più Danilo_Galantucci_6.jpgl’attenzione della gente, che fanno più spettacolo, per esempio la signora 80enne appisolata sul divano di casa che guarda la tv alle 5 del pomeriggio viene svegliata all’improvviso dall’immagine di qualche ragazzo addobbato come un albero di natale e comincia a pensare che tutti i gay siano così. In realtà non è affatto così. I gay sono dappertutto e non tutti ostentato il proprio modo di essere con strass e paillette. Il gay non si sente donna, (in quel caso parliamo di un’altra realtà assolutamente rispettabile come tutte le altre) io non mi sento donna, anzi spesso mi sento più maschio e virile di molti eterosessuali. Può essere gay chiunque: un medico, un avvocato, il macellaio, l’idraulico, un carabiniere, un calciatore.. Riprendo lo slogan dell’ultimo pride nazionale di Napoli dello scorso giugno: “Se non sapessi che è gay sarebbe solo il tuo macellaio.” Ed è effettivamente così! Perchè giudicare una persona dai propri gusti sessuali? Poi ci sono luoghi comuni banali e divertenti: Dove sta scritto che tutti i gay hanno buon gusto? Ce ne sono certi, vi garantisco, soliti a vestirsi in una maniera imbarazzante. E la delicatezza degli omosessuali? Molti sono più goffi di elefanti, più disastrosi di scimmie in un negozio di bomboniere. E per quanto riguarda la diceria che i gay sono più portati al tradimento o che solo i gay hanno strane fantasie sessuali? Esistono coppie eterosessuali scambiste e sesso di gruppo eterosessuale. Fortunatamente in questo caso i mass media stanno provvedendo all’informazione. Tra omosessuali ed eterosessuali, credo che ci sia un’unica differenza fondamentale: gli omosessuali sono ancora socialmente discriminati e gli eterosessuali osannati per via della riproduzione sessuale. I diritti dei cittadini pare che siano quantificati in base alle stesse caratteristiche con cui si valutano gli animali da reddito. E il paragone non mi piace. Se sei un qualasiasi animale riproduttore di valore hai il diritto di vivere. Se non ti riproduci non hai nessun diritto.

Fabrzio_Raffa_Salerno.jpg

Previsioni Meteo Salerno (mercoledì 11 Agosto – giovedì 12 Agosto) a cura di Fabrizio Raffa:
“Una vasta struttura ciclonica con minimo barico posizionato sulla Gran Bretagna, sta pian pian costringendo l’anticiclone delle Azzorre alla ritirata facendolo deviare verso nord. Tale situazione favorirà l’avanzata ciclonica verso il mediterraneo alla volta dell’Italia. Già nella giornata odierna ci sarà spazio per numerosi temporali al nord e parte del centro. Il sistema nuvoloso dovrebbe raggiungere le nostre zone nella giornata di sabato e con molta probabilità trascorreremo un farragosto bagnato; vi invito, perciò, a seguire lo speciale farragosto nel consueto appuntamento del venerdì. Il tempo delle prossime 48 ore rimarrà stabile e soleggiato con temperature in linea con le medie del periodo.”

Salerno Smiling People
Foto: Danilo Galantucci

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Conosciamo Rossana: Miss Salerno

Rossana_Giano_Miss_Italia_occhiello2.jpgE’ un’estate calda e piena di impegni, soprattutto per le tante ragazze che in questi giorni, calcano le passerelle delle varie tappe provinciali e regionali di Miss Italia, con la speranza di poter accedere alla fase finale dell’edizione numero 71 del concorso di bellezza che si svolgerà, come di consueto, a Salsomaggiore Terme nel mese di settembre.
Anche a Salerno lunedì 26 luglio scorso, si è svolta una tappa del tour delle selezioni provinciali del famosoRossana_Giano.jpg concorso di cui sopra, durante la quale si è assegnata la fascia di Miss Salerno, fascia brillantemente vinta dalla bella Rossana Giano che ha sbaragliato l’agguerita concorrenza delle altre 20 aspiranti miss in gara.
Rossana_Giano.jpgCome da tradizione estiva di questo blog (ricorderete senza dubbio nel 2009 le interviste alle sorelle Verde e ad Adriana Peluso) anche quest’anno non mi lascerò sfuggire la possibilità di conoscere le prossime future protagoniste di Miss Italia e fare due chiacchiere con loro; per cui oggi, conosciamo Rossana.
Rossana ha 22 anni è nata a Piedimonte Matese ed è residente ad Alvignanello, in provincia di Caserta. Ha conseguito il diplona all’Istituto d’Arte nel 2006 ed ha una grande passione per l’equitazione ed i cavalli. Sogna di lavorare nel campo della moda e le piacerebbe tanto diventare una fotomodella. Il suo idolo sportivo è l’attaccante della Nazionale portoghese Cristiano Ronaldo, mentre si definisce una persona molto riservata, motivo per il quale spesso resta in silenzio preferendo ascoltare.
Rossana si è dimostrata disponibilissima e ne ho approfittato per farle qualche domanda, per farvi conoscere meglio la nuova Miss Salerno 2010.

Rossana_Giano_02.jpgVirgilioSalerno: Sei di Caserta, come mai hai deciso di partecipare alle selezioni provinciali di Miss Salerno?
Rossana: E’ successo tutto per caso.
VirgilioSalerno: E’ la prima volta che partecipi ad un concorso come Miss Italia oppure hai avuto altre esperienze?
Rossana: si ho già partecipato a Miss Italia nel 2008 con la fascia di Miss Deborah a Salsomaggiore alle prefinali nazionaliRossana_Giano_1.jpg senza raggiungere le finali nazionali.
VirgilioSalerno: Vieni spesso a Salerno? Qual è il tuo giudizio sulla città di Salerno?
Rossana: Si spesso, è una citta splendida, mi sono trovata sempre bene anche le persone sono stupende molto socevoli e simpatiche e poi c’è il mare che a me piace tantissimo.
VirgilioSalerno: Chi si avvicina a rispecchiare di più il tuo modello di bellezza?
Rossana: Come somiglianza fisica Cara, cantante-ballerina americana che ha anche collabborato con Justin Timberlake e Missy Elliott, mentre ammiro tantissimo Sofia Loren.
VirgilioSalerno: Quante possibilità ti dai da 1 a 10 di vederti calcare la passerella di Salsomaggiore Terme?
Rossana: Mi do 9.
Rossana_Giano_04.jpgVirgilioSalerno: Ti chiedo di essere sincera: secondo te ed in base alla tua esperienza, nei concorsi di bellezza esistono raccomandazioni o alla fine vengono sempre fuori davvero le miss più belle?
Rossana: Esistono e come ma nei concorsi minori, non di certo in un’istituzione come Miss Italia.
VirgilioSalerno: Come ti vedi fra 20 anni?
Rossana: con una professione che mi soddisfi, una famiglia con dei figli ed un cane.

Ringrazio personalmente Rossana e le faccio un grosso in bocca al lupo per le prossime tappe di avvicinamento alla fase finale di Miss Italia, augurandole che la fascia di Miss Salerno le possa davvero portare tanta fortuna.
Chiudiamo come di consueto con le previsioni del tempo del nostro caro Fabrizio che, ci fosse un concorso di bellezza del tipo “Mister Meteo”, sicuramente sbaraglierebbe tutti i partecipanti aggiundicandosi l’ambitissimo titolo 🙂

Fabrizio_Raffa_Salerno.jpgPrevisioni Meteo Salerno (lunedì 02 Agosto – martedì 03 Agosto) a cura di Fabrizio Raffa:
“Sarà un inizio di Agosto dal profilo tipicamente estivo. Infatti una possente bolla anticiclonica di origine azzorriana tornerà ad impadronirsi del mediterraneo portando con se tanto sole e temperature gradevoli. Scongiurato quindi il caldo afoso, tipico dell’anticiclone africano. Le prossime 48 ore daranno il via ad una trend molto stabile con tempo soleggiato e temperature che non supereranno di molto i 30 gradi. Venti moderati di direzione variabile”

Salerno Smiling People
Foto: Proprietà MissUniverseItalia

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