“La gioventù salernitana degli anni ‘60” di Maria Serritiello.

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Cominciava a quel tempo a manifestarsi, anche a Salerno, un certo fermento giovanile, quello che in seguito, altrove, si sarebbe connotato come il movimento studentesco del ’68 ed ecco che il modello limitato al perimetro studio/lungomare/famiglia, sino ad allora consumato, si rivelò improvvisamente stagnante, per una certa gioventù della città. L’idea, allora, di considerare un’alternativa valida al tran tran che non fosse solo una sorta di anticamera giovanile al circolo sociale ma un percorso alla ricerca della propria identità, si fece strada tra un gruppo di giovani universitari. E così prima in Via Arce, il 1° giugno del 1963 e poi in Via Cannonieri 3 (angolo Via Roma), il 4 ottobre del 1964, quel gruppo contrariato da una certa leziosità di stile che cominciava a contrassegnare “La Scacchiera” abbandonò le pigre serate, che pur rappresentavano una novità nell’inerte scenario salernitano e diede inizio ad un nuovo circolo il “Ridotto”. Il nome semplice e rassicurante fu scelto dai fondatori quasi per evocare un ambiente nel quale vivere una familiare complicità ed un confronto con gli altri senza rigori formali, finalmente un luogo dove ritrovarsi, non finanziato dai familiari o da terzi, interessati a ingerenze e a strumentalizzazione. Il Ridotto, al suo nascere, fu subito una specie di “zona franca” nel quale fu possibile trasgredire quel tanto di conveniente per l’epoca e sotto l’occhio vigile dei genitori che, molto spesso, si aggirarono nelle stanze, rimesse a nuovo dai volenterosi soci, per accertarsi in quale ambiente i loro figli, ma soprattutto le figlie, si sarebbero mossi. I tempi erano diversi, migliori ed anche i giovani lo erano, sicché abbandonata la facile goliardia si provvide a stilare un programma sociale che contemplasse in modo equo il tempo culturale, il tempo ricreativo e quello sportivo. Fu facile per i giovani fondatori, oggi tutti affermati professionisti, Mario Colucci, Rodolfo De Spelladi, Sergio Barela, Italico Santoro, Enzo Barone, Lucio Mascia e Lucia Annunziata, proprio lei che in seguito sarà la giornalista tutto di un pezzo della Rai e di certa stampa colta, proporre le dotte conferenze, preparate nella cessata libreria Macchiaroli e considerate di buon livello dagli intellettuali emergenti: Rino Mele, Pino Cantillo, Aldo Schiamone, Lucio Avagliano, Massimo Panebianco, Angelo Trimarco, di tanto in tanto di passaggio al Ridotto. Nei dibattiti che avevano per tema “Il nuovo ruolo della donna nella società”, “Il Matrimonio”, “Il Divorzio”, “Fidanzamento: flirt o impegno?”, “Il controllo della vita sessuale del singolo” sfilava l’ingenua vita di una cittadina di provincia di un’Italia appena uscita dalla civiltà agricola e che credeva possibile il sincretismo tra la cultura laica e marxista con quella cattolica. La vocazione giuridica dei tanti soci produsse la partecipazione erudita di docenti disposti a discettare, tra l’altro, su “L’Italia di fronte alle regioni”, “I nuovi temi della questione meridionale”, “Libertà ed autonomia costituzionale nello stato contemporaneo”, presupposti per una comune alfabetizzazione politica. E poi “Il Ridottosi occupò di musica jazz, di poesie di Brecht, di film di Antonioni e Bergman, di diapositive sulla guerra del Vietnam, di feste danzanti, di teatro e di cabaret, del “papiello” (una sorta di battesimo laico) per le matricole, dei travestimenti a carnevale, dei tornei di ping pong, della squadra di calcio, di gite sulla neve, di mostre del libro e quelle collettive dei pittori, di cacce al tesoro per la città, di sfilate di moda, presentate invariabilmente da ragazze e ragazzi ed infine il mare, con le sue giornate distese al sole, sulla spiaggia dell’Arcobaleno al porto. Un libro del 1995 “Le stagioni di Via Cannonieri”, di Enzo Barone, uno dei protagonisti della gioventù del “Ridotto”, descrive tutto ciò con esatta meticolosità, lascando un’utile testimonianza di quegli anni ai giovani di questa città. Indimenticabili, dunque, quei giorni in Via Cannonieri, per l’ intensità, la varietà e la capacità formativa, tutto alla modica cifra fissata prima in lire 1000 e poi in 1500 al mese, con pagamento di 300 lire di mora, quasi sempre abbuonate, se ritardatari. Ecco, gli anni ’60 salernitani si descrissero attraverso le ingenuità di una certa gioventù che proprio in quegli anni s’incontrava su al “Ridotto, spensierata e stupefatta, inconsapevole e pur già nella storia che preparava il ’68. Per i giovani del mitico circolo quegli anni furono gli ultimi vissuti in un clima semplice, piacevolmente pigro, scandito dalle canzonette dei primi 45 giri, rigirati nei juke-box e una su tutte “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stone” cantata da Gianni Morandi. Fu solo l’inizio, in seguito tutto non sarebbe stato come prima, tant’è vero che il “Ridotto” si chiuse.
Maria Serritiello

Salerno Smiling People
Foto: maps.google.it

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‘Fluid Action’ che l’Estate abbia inizio!

Fluid_action_salerno_2.png(IMPERDIBILE: 27-06-2010 Salerno, Lungomare Trieste ore 18: Siamo tutti invitati!)
‘FluidAction’ è un mini-evento che si terrà domenica 27 giugno sul Lungomare Trieste (di fronte al Bar Nettuno). La performance sarà una sorta di action-painting di pochi minuti, cui parteciperanno tutti coloro che hanno deciso di aderirvi, avendo appreso la notizia da Internet.
L’evento, infatti, nasce da un’organizzazione avvenuta in rete tra persone che non si conoscono tra loro, ma che hanno deciso di festeggiare così l’inizio dell’estate. Per parteciparvi basterà farsi trovare domenica 27, nel luogo stabilito, alle ore 18, muniti solo di jeans e tshirt bianca. Gli organizzatori metteranno a disposizione di tutti un po’ di colori a dita, così che ci si potrà dipingere a vicenda e a ritmo di musica.
Questo il dettaglio del programma del Fluid Action:

E se fossi un evento?
Sarei l’evento di inizio estate, la fluidità di un momento, l’atmosfera in cui TU puoi diventare tutto quello che TI pare.

FluidACTION – 27 GIUGNO 2O1O – LungomareTrieste – Salerno
h18.OO ›› un suono fluido segnalerà a tutti i partecipanti l’inizio dell’evento
Non sarà difficile “distinguersi”: i fluidi saranno vestiti solo di t-shirt bianca & jeans un look essenziale, incolore … ma che, con la sola fantasia,Fluid_action_salerno_1.png dovrà trasformarsi in uno stile differente insolito, singolare.
Onde sonore si diffonderanno, Mani libere si scioglieranno nell’aria, 7 battiti di palmo (quante sono le tinte dell’arcobaleno) and GOOO. I fluidi cominceranno a muoversi e a dipingersi, con le tempere sparse, qua e là, nei recipienti multicolor che riempiono la piazza. Nessuna esitazione, sono solo colori a dita, antimacchia e atossici Fluid_Action_Salerno_3.jpgvanno via con un po’ di acqua, sono delicati sulla pelle e rispettano l’ambiente. La parola di (dis)ordine è: “M I x T U’ R E” ›› metti insieme ciò che TU sei!
▪ Scegliere i colori e le sfumature che meglio esprimono la propia personalità e mescolarli alle tinte degli altri. Sarà un circuito di abbracci, grovigli, intrecci…di colore e calore. I fluidi continueranno a lasciarsi andare sulle note leggere, fluttuando intorno nuove forme vivaci.
▪ Quando l’onda sonica sarà passata, così variopinti, si dilegueranno tra i “monocromatici” come se nulla fosse accaduto (del resto) La follia non vuole essere compresa

Questo che segue invece è lo spot promozionale (Decisamente ben fatto) del Fluid Action di Salerno, mentre per ulteriori informazioni e per mantenere un filo diretto con gli organizzatori, far riferimento al seguente link

Aggiornamento del 28.06.2010 – Integro il post del Fluid Action con il video amatoriale della perfomance di domenica pomeriggio dei ragazzi intervenuti sul Lungomare di Salerno. Buona visione

 

Fabrizio_Raffa_Salerno.jpgPrevisioni Meteo Salerno (venerdì 25 Giugno – sabato 26 Giugno – domenica 27 Giugno) a cura di Fabrizio Raffa:
“Anticiclone in grande spolvero e weekend tipicamente estivo  con sole e temperature in linea con il periodo. Attenzione però a possibili flussi di aria fresca in quota che, scontrandosi con le masse di aria calda dovute all’irraggiamento solare, creeranno le condizioni per possibile instabilità termoconvettiva che, acquistando energia nelle zone interne, sfocerà verso le coste con possibili annuvolamenti sulla nostra città associate a qualche piovasco. Temperature che potranno sfiorare i 30 °C nei valori massimi. Venti deboli o moderati da SW successivamente in rotazione da NE.”

Salerno Smiling People
Foto: FluidAction on YT CRISMIL333 (Prt Scrn)

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C’era una volta la Yasmina

yasmina.jpgQuasi tutte le fiabe iniziano con ‘C’era una volta’ ed anche Salerno tempo fa è stata protagonista di un ‘C’era una volta’, favola moderna che racconta di una nave, anche bruttina esteticamente, che ha legato e consegnato per sempre il suo nome alla nostra bella città.
E’ il 4 febbraio 2003. Le condimeteo sono pessime: vento, pioggia e mare forza nove.
Proprio a causa del mare forza nove, la Yasmina, cargo battente bandiera caraibica, posizionata nella rada di Salerno in attesa di entrare in porto, viene letteralmente trascinata dalla furia del mare e delle onde fino a riva, con l’equipaggio a bordo rassegnato a quanto stava accadendo. Da quel giorno, per sette lunghissimi mesi il cargo, arenatosi per benino (… qualcuno dice anche a causa del primo comico tentativo di 240367716_a05aa8e373.jpgdisincagliamento) divenne una vera e propria attrazione, l’attrazione dell’Estate 2003.
Fu tentato un po’ di tutto per disincagliarla, ma tutti i metodi e gli espedienti fallirono, … nel frattempo però, quello che accadeva nel tratto di lungomare dal quale era possibile ammirare la maestosa nave, aveva dell’incredibile e proprio il sapore di una favola moderna. Foto ricordo, passeggiate romantiche, baci e promesse d’amore scambiate in presenza della Yasmina.
Ad ogni tentativo di disincagliamento della nave, sotto sotto tutti i salernitani speravano nel fallimento … e non solo! Ognuno si pronunciava e si sentiva in diritto di proporre il suo metodo alternativo per liberare la nave, proprio come fanno tutt’oggi i vecchietti che si radunano per assistere ai lavori nei cantieri:)
La Yasmina lasciò Salerno il 15 settembre 2003.
Le tracce tangibili della sua presenza a Salerno, oltre che nei cuori di ogni salernitano, sono nella fattispecie un lido che ha preso il suo nome, i meravigliosi scatti che in tanti custodiscono gelosamente e sembrerebbe, una storia d’amore fra una donna salernitana ed un membro dell’equipaggio.
sss.jpgAncora oggi, percorrendo quel tratto di lungomare, lo sguardo di tanti salernitani volge automaticamente nel lembo di mare dove per 7 lunghi mesi la Yasmina ha saputo farsi volere bene.

Salerno Smiling People
Foto: salernodasalvate; flickr; flickr

 

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Ridateci la brioche!

nettuno_street_view.jpgFamosa, famosissima quasi quanto una diva dello spettacolo; negli anni è riuscita a mettere d’accordo quasi tutti e non esiste salernitano che almeno una volta non abbia avuto un incontro ravvicinato con lei, me compreso che di gelati non ne voglio neanche sentir parlare…. perchè è di gelato che mi occuperò oggi e più nello specifico di Brioche con il gelato, ma mica una qualsiasi?! No! La brioche con il gelato del Nettuno … e qui .. un minuto di silenzio.
Un minuto di silenzio perchè a quanto pare, e non si sa per quanto tempo, il rito della brioche al Nettuno, rito che si consumava a qualsiasi orario della giornata, sarà negato ai salernitani fino a tempo indeterminato. Sulle saracinesche del famoso Bar, un laconico cartello che ne annuncia la chiusura, se non erro, causa rinnovo dei locali.
Prendo per buona la notizia e come di solito faccio, non mi addentro nella vicenda inerente alla chiusura, anche se in città si fa un gran chiacchiericcio; interessante e divertentissimo è però invece, come i salernitani abbiano accolto la notizia, che in poche ore ha fatto il giro della città! C’è chi afferma “la mia vita finisce qui!”, mentre c’è chi si ferma a venerare la saracinesca, memore dei megabriochioni mangiati in passato. C’è chi borbotta che è stata già dura di per se accettare la chiusura di “Pizza Birra e Cozze 5 euro” figuriamoci ora che anche la brioche nocciotella, kinderone e panna resterà (mi auguro di no) una leggenda.
Quella brioche è da sempre un simbolo di Salerno. L’augurio è quello di tornare a risentire presto il “DicoDica” del gestore e godersi nuovamente la pausa sul Lungomare salernitano stringendo fra le mani la Brioche. Ovviamente si accettano anche dritte e suggerimenti per una valida alternativa. Qui non si butta via niente 🙂

Salerno Smiling People
Foto: by GoogleStreetView

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