Al via la II edizione della “Settimana Rinascimentale”

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Dopo l’ottimo successo dello scorso anno, numerose sono le novità in programma in questa II edizione. A dare il via alla kermesse sarà sabato 6 luglio (ore 18.30) il tradizionale Corteo Storico, che partirà da Piazza Amabile e sfilerà lungo il centro storico. Importante ed “innovativa” la tappa prevista (ore 19.00) nella Cattedrale di Santa Maria della Visitazione, ove si procederà alla lettura della Bolla Papale di Bonifacio IX del 7 agosto 1394 con cui le Terre de La Cava furono elevate a Città e si ritireranno i Gonfaloni dei quattro Distretti condotti una settimana prima da Palazzo di Città all’interno del Duomo.
Domenica 7 luglio, poi, alle ore 19.30, allo stadio “Simonetta Lamberti” andrà in scena l’attesissima XXXIX edizione della “Disfida dei Trombonieri”, gara di sparo con gli antichi archibugi tra i Casali Trombonieri dell’ATSC, che si contenderanno la Pergamena Bianca, realizzata con i pensieri scritti dagli alunni della Scuola Elementare “Don Bosco”. Novità importante di quest’anno è che il “Lamberti” ospiterà soltanto la gara di sparo, mentre il Trofeo “Città Fedelissima”, che negli anni scorsi veniva assegnato al Casale maggiormente distintosi per l’aspetto coreografico prima della batteria di sparo, si terrà durante la “Settimana”.
Nei giorni seguenti spazio ad un susseguirsi di manifestazioni storiche che vedranno impegnati anche sbandieratori, cavalieri, giullari e saltimbanchi, senza tralasciare momenti teatrali e culturali. La giornata di lunedì 8 luglio (ore 20.30) sarà dedicata all’inaugurazione vera e propria della “Settimana Rinascimentale”, con l’apertura “ufficiale” da parte del Sindaco Galdi delle porte nord e sud del “Borgo dei Mercanti”. Apriranno i battenti anche le taverne a cura degli “Archibugieri SS. Sacramento” e degli“Sbandieratori Cavensi” che stuzzicheranno, fino alla domenica successiva, il palato di quanti vorranno degustare i piatti tipici dell’epoca e riscoprire i sapori della cultura rinascimentale.
Protagonista della serata di martedì 9 luglio (ore 20.30) sarà, invece, una delle espressioni artistiche che nei secoli scorsi hanno maggiormente caratterizzato la Città de La Cava, ovvero le Farse Cavajole, riproposte per l’occasione nella Corte del Complesso Monumentale di San Giovanni dalla Compagnia teatrale “I Cavoti”, diretta magistralmente da Anna Maria Morgera.
Mercoledì 10 (ore 21.00) e giovedì 11 luglio(ore 21.00) sarà la volta del Trofeo “Città Fedelissima”, che quest’anno, per la prima volta dalla sua istituzione, abbandonerà il consueto spazio all’interno della “Disfida dei Trombonieri”. A sfidarsi con spettacolari esibizioni coreografiche, nell’anfiteatro che sarà allestito ad hoc in Piazza Amabile, saranno gli otto Casali Trombonieri dell’ATSC. In ciascuna delle due serate sono previste le esibizioni di quattro Casali, intervallate dai giochi di bandiera di due sodalizi di sbandieratori.
Venerdì 12 luglio (ore 21.00), sempre in Piazza Amabile, si terrà la “Giostra dei Distretti” – Giochi a cavallo a cura de “I Cavalieri della Pergamena Bianca” e de “I Cavalieri della Città Regia”. Sabato 13 luglio (ore 21.00), invece, toccherà alle “Nozze di Florinella” promosse dall’Associazione “Trombonieri Borgo Scacciaventi-Croce”, evento in cui si rievoca il matrimonio tra i cittadini cavesi del 1400 Florinella e Risoctulo. Il taglio della torta andrà in scena al Borgo Scacciaventi, mentre la cena nuziale sarà consumata nei Giardini di San Giovanni. In precedenza (ore 19.00) nuovo appuntamento con la Giostra ed i Giochi a cavallo in Piazza Amabile.
Gran finale della kermesse domenica 14 luglio (ore 21.00) nei Giardini di San Giovanni con Historia de “La Città de La Cava” (regia di Andrea Carraro), rappresentazione teatrale incentrata sulla Battaglia di Sarno e sulla consegna della Pergamena, avvenuta il 4 settembre 1460, da parte del Re Ferrante I d’Aragona al Sindaco dell’epoca della Città de La Cava, Onofrio Scannapieco. Al termine della Rievocazione saranno consegnati aiCasali vincitori della “Disfida dei Trombonieri” e del “Città Fedelissima” i relativi trofei.
Arricchiranno il già intenso cartellone degli eventi l’inaugurazione sabato 6 luglio (ore 18.00), presso il Complesso Monumentale di Santa Maria del Rifugio, della mostra “Leonardo e Cesare da Sesto nel Rinascimento Meridionale”, il relativo convegno l’indomani (domenica 7 luglio, ore10.30) al Marte Mediateca ed i Giochi per fanciulli (8, 9, 12 e 13 luglio) proposti in Viale Garibaldi da “L’Albero… delle idee”.” (comunicato stampa)

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Foto: Allegato Comunicato Stampa

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Fra vicoli, chiese e palazzi del Centro Storico di Salerno con Archeologando Intour.

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L’appuntamento, dopo opportuna e necessaria prenotazione alla visita guidata tramite email di adeseione ai seguenti indirizzi: archeologandointour@libero.it; info@archeologandointour.it, è per centro storico,salerno,associazione culturale 'acheologando intour',visite guidate,passeggiate salernitane,regione campania,via fusandola salerno,chiesa di san giorgio salerno,villa comunale salerno,chiesa si san giovanni di dio,san pietro a corte, visitare salerno, cosa vedere a Salerno, il centro storico salernitano, escursioni a salerno, dicembre salerno, iniziative salernitanesabato 15 dicembre alle ore 17:00 davanti all’entrata principale della Villa Comunale. Una visita nel cuore di Salerno tra vicoli, antiche chiese e ricchi palazzi, per un itinerario che andrà da via Fusandola alla chiesa di San Giorgio, dalla chiesa di San Giovanni di Dio a San Pietro a Corte.
Ulteriori informazioni e l’itinerario completo della visita guidata al centro storico di Salerno, sono reperibili sul contatto Facebook dell’Associazione Culturale ‘Archeologando Intour’ raggiungibile QUI.

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Foto: archeologandointour.it; archeologandointour on FB

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La XV edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

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Per il programmo completo della XV edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico collegarsi sul Sito Ufficiale della manifestazione raggiungibile al seguente link: borsaturismo.com

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Foto: borsaturismo.com; borsaturismo on FB
Video: agropolichannel on YT

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Benvenuti nella regione Salerno

Principato_di_Salerno.pngLa segnalazione di oggi è un interessantissimo articolo del 14 gennaio 2011 pubblicato sul Sole 24 Ore, il quotidiano economico più venduto tra quelli pubblicati in Italia ed il quarto giornale d’informazione più venduto nel Paese, dal titolo ‘Benvenuti nella regione Salerno’ a firma di Valentina Melis e Gianni Trovati. Un articolo che lascia spazio a tante considerazioni e commenti ma altresì a tante riflessioni in merito al distaccamento della Provincia di Salerno dalla Regione Campania. Eccone l’intero testo, che copio/incollo fedelmente dal quotidiano online, il cui articolo originale si trova al seguente link e che spero possa continuare ad alimentare il dibattito in merito alla delicata questione:

Benvenuti nella regione Salerno (di Valentina Melis e Gianni Trovati a cura de ‘Il Sole 24 Ore
«Mai!». Al Carroccio può non piacere, ma l’esempio più luminoso dell’orgoglio longobardo arriva dal profondo Sud. Siamo a Salerno, è il 774, e Arechi II risponde così alla richiesta di sottomissione ai Franchi dopo che Carlo Magno aveva sconfitto a Pavia Desiderio, suocero di Arechi, e aveva cancellato dalle cartine la Langobardia Maior.
Arechi non è stato dimenticato, e ora vogliono intitolare a lui la futura regione di Salerno, la resurrezione del principato appena chiesta da 60 comuniIlsole24ore.png della provincia che si vogliono staccare dalla Campania. L’idea è nata nella mente di Edmondo Cirielli, il presidente della provincia di Salerno che ideò e poi “ripudiò” la legge per accorciare i tempi di prescrizione ed evitare il carcere a Cesare Previti nel processo Imi-Sir, e ha subito avuto successo: la Cassazione deciderà il 1° febbraio sulla richiesta depositata da 54 comuni della provincia (420mila abitanti, 70mila più del quorum), e nel frattempo altre sette amministrazioni hanno approvato la delibera con l’adesione al progetto. Se tutto va come deve, Cirielli conta di affrontare il referendum a giugno, per poi imbarcarsi nella modifica costituzionale in Parlamento.
Oltre a Longobardi e principati, alla base della proposta ci sono due ragioni che non si trovano nei libri di storia ma sui giornali: «Essere accomunati a Napoli e ai suoi disastri sui rifiuti è un danno d’immagine che non possiamo più sopportare», spiega Cirielli che, mentre il capoluogo di regione passa da emergenza a emergenza, vanta per la sua provincia una percentuale svizzera (60,2%, quarto posto in Italia) nella raccolta differenziata. Poi, come in ogni secessione che si rispetti, c’è un problema di soldi: nei calcoli di Cirielli l’autonomia da Napoli vale almeno 500 milioni all’anno, perché «la provincia versa due miliardi di addizionali Irpef e Irap e ne riceve meno del 75% in termini di spesa e servizi».
All’indipendentismo cilentano guardano molti occhi interessati. Se il referendum darà la giusta spinta, giurano i promotori, molti sono pronti a salire sul treno della nuova regione, da Avellino a Benevento, ma in zona è tutto un ribollire di creatività geografica. A maggio, quando le ipotesi di cancellazione delle mini-province stavano per condurre sul patibolo quella di Isernia, la coordinatrice beneventana del Pdl, Nunzia Di Girolamo, aveva rispolverato la vecchia idea del Molisannio, una regione che dovrebbe unire Benevento al Molise; insieme a Moldaunia (Molise + Daunia, a nord della Puglia), Sannio-Irpinia-Cilento, Grande Lucania, non c’è confine ballerino che non abbia il proprio bravo comitato promotore. A Salerno guarda poi ovviamente il Grande Salento, che il 1° febbraio dovrà passare insieme agli indipendentisti salernitani lo stesso esame alla Cassazione per far partire la macchina referendaria.
Il referendum è il primo scoglio, perché per passare deve spingere al sì «la maggioranza degli elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni nei quali è stato indetto» (lo prevede la legge 352/1970). I problemi veri, però, vengono dopo. L’elenco delle regioni è scritto all’articolo 131 della Costituzione, e per cambiarlo serve una legge approvata quattro volte con i due terzi del Parlamento per essere messa al riparo da nuovi referendum conservativi.
Conoscono bene tutte le difficoltà i comuni che negli anni hanno accolto con plebisciti entusiasti l’idea di abbandonare Veneto o Piemonte per abbracciare le gioie dello Statuto speciale. San Michele al Tagliamento ha chiamato alle urne i propri cittadini nel 1991, ha ottenuto l’89% di voti per il passaggio al Friuli, è riuscito a far dichiarare incostituzionale la vecchia legge che imponeva il “sì” degli enti rappresentanti di almeno un terzo della popolazione delle regioni interessate. Nonostante tutte le vittorie, però, il comune rimane saldamente ancorato alla provincia di Venezia, come sono rimasti finora in Veneto Cortina e gli altri comuni dell’alto bellunese che hanno alle spalle una battaglia ventennale.
Con il via libera al referendum da parte di tutta la provincia di Belluno, ora la battaglia cambia di piano ma non si semplifica. «Invece di spingere per venire da noi – ha subito chiarito Luis Durnwalder, presidente della provincia di Bolzano e governatore di turno del Trentino Alto Adige – chiedano l’autonomia a Zaia e a Galan che, fino a prova contraria, sono molto vicini alla Lega e al Pdl, e quindi al governo».
Immediata la reazione dei bellunesi, che ieri hanno ricordato il «valore relativo» dei pareri (obbligatori ma non vincolanti) della regione di destinazione, ma l’eventuale convivenza non sarà facile. Con tutti i suoi vantaggi (i comuni trentini hanno entrate medie superiori dell’80-85% rispetto a quelli veneti, come ha ricordato ieri la Cgia di Mestre), lo Statuto speciale è un club d’élite, ed entrarci è complicato.
Più facile passare da una regione all’altra nei territori “normali”, come testimonia il fatto che la Valmarecchia offre finora l’unico trasloco (dalle Marche all’Emilia Romagna) arrivato a destinazione. Un buon viatico per l’inquieto comune di Spinazzola, che da Bari è passato alla nuova provincia Bat (Barletta, Andria e Trani) e nei giorni scorsi ha minacciato di salutare la Puglia per andare in Basilicata contro la decisione della giunta Vendola di chiudere l’ospedale locale.
‘ (fonte: ‘Il Sole 24 Ore‘ articolo di Valentina Melis e Gianni Trovati)

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Foto: thepolloweb.blogspot.com; Il Sole 24 Ore

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